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Usa. Bp, sostituzione cupola procede secondo i piani

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L'installazione di una nuova calotta di contenimento sul pozzo danneggiato che da oltre due mesi e mezzo riversa greggio nel Golfo del Messico "sta procedendo secondo i piani". A dichiararlo è la compagnia petrolifera Bp, che in un comunicato ha spiegato come l'operazione, iniziata sabato scorso intorno alle 12.40 con la rimozione della vecchia cupola, verrà presto portata a termine con l'applicazione di un nuovo cappuccio dotato di tre dispositivi di arresto del flusso.

Soddisfazione è stata espressa anche dall'ammiraglio della Guardia costiera americana Thad Allen, coordinatore degli sforzi per conto del governo, che ha parlato di "progressi significativi" raggiunti dalla Bp nell'operazione. Per far fronte all'aumento del flusso in uscita dal pozzo sguarnito, spiega la Bp, sul luogo delle operazioni è stata inviata una nuova nave cisterna, la Helix Producer, che affianca la nave Q4000 e la Discoverer Enterprise nelle operazioni di raccolta del petrolio e del gas. Allo studio della Bp, riferisce la nota, c'è anche un nuovo sistema per incrementare la capacità di raccoltà del greggio fino a 60mila-80mila barili di petrolio al giorno, che dovrebbe entrare in funzione entro la fine del mese. Gli sforzi però sono concentrati sullo scavo dei pozzi di servizio, che sia la compagnia che il governo americano continuano a considerare l'unica soluzione definitiva al disastro.

Secondo gli ultimi dati il primo dei due pozzi, il cui scavo è iniziato il 2 maggio, ha raggiunto una profondità di 5.428 metri sui circa 5.500 previsti, e dovrebbe essere operativo entro la prima metà di agosto. Il secondo, a cui si è iniziato a lavorare il 16 maggio, ha invece superato i 4.800 metri. Le operazioni di scrematura in superficie, rende noto la Bp, continuano a un ritmo di circa 25mila barili al giorno, e hanno permesso di separare dall'acqua fino al 10 luglio un totale di 720.238 barili di greggio. A questi si aggiungono i circa 238.095 barili rimossi dalla superficie grazie a 286 incendi controllati.

Continua intanto la costruzione delle barriere di protezione delle coste, che hanno raggiunto una lunghezza totale di circa 945 chilometri. I costi sostenuti dalla compagnia per far fronte alle diverse operazioni hanno raggiunto i 3,5 miliardi di dollari. La cifra, spiega la Bp, comprende i costi di operazioni di contenimento, scavo dei pozzi di servizio, sovvenzioni agli stati del Golfo, costi federali e risarcimenti. Le richieste di risarcimento fino ad oggi esaminate alla compagnia sono circa 105mila, di cui 52mila già onorate, per un totale di 165 milioni di dollari.

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