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Usa: fermata esecuzione in Nevada

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La più alta corte del Nevada ha sospeso all'ultimo minuto ieri sera l'esecuzione capitale di un ex operaio edile, stabilendo che si deve aspettare la sentenza della Corte suprema Usa sulla questione dell'iniezione letale e che i metodi per mettere a morte le persone scelti dallo stato prevedono troppi sedativi.

William Castillo, di 34 anni, doveva morire con iniezione letale nella prigione dello stato del Nevada - uno dei più vecchi penitenziari del paese - a Carson City.

Ma ieri sera, la Corte suprema del Nevada ha accettato il ricorso dell'Unione americana per le libertà civili per sospendere l'esecuzione in attesa della pronuncia della Corte suprema Usa sulla costituzionalità dell'iniezione letale.

La corte del Nevada ha anche detto che i metodi scelti dallo stato sono crudeli e inusuali, perché il carcerato viene sedato così pesantemente che è impossibile per i testimoni determinare gli effetti reali dell'iniezione.

Quest'anno sono stati uccise 24 persone nelle carceri Usa, secondo il Centro d'informazioni sulla pena di morte. Il Texas è di gran lunga lo stato più attivo nelle esecuzioni capitali.

Trentasette dei 38 stati Usa che adottano la pena di morte e il governo federale usano l'iniezione letale per le esecuzioni.

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