Usa, “Gay Day” alla Corte Suprema. DOMA incostituzionale
26 Giugno 2013
E’ un giorno storico per il movimento gay in America. La Corte Suprema ha modificato con una sentenza di 5 contro 4 membri il DOMA, Defense of Marriage Act, la legge passata nel ’96 al Congresso con maggioranza repubblicana e firmata dall’allora presidente Clinton. La legge difendeva il matrimonio tradizionale, mettendo in chiaro che il Governo federale non avrebbe equiparato le unioni tra persone dello stesso sesso al matrimonio tradizionale.
Con la decisione di ieri invece la Suprema Corte dichiara la legge incostituzionale e dice che i matrimoni gay debbono essere equiparati come diritti e doveri a quelli delle coppie eterosessuali. E’ un cambio di paradigma fondamentale per il movimento gay americano: quando venne approvato il DOMA nessuno Stato degli Usa permetteva matrimoni gay, oggi sono 12 gli Stati ad autorizzarli, insieme al District of Columbia. I giudici "conservatori" della Corte Suprema hanno fatto fuoco e fiamme dopo la decisione.
Il giudice Scalia ha detto che c’è "una nozione esaltata del ruolo della Corte nella nostra democrazia" aggiungendo polemicamente che da oggi gli Stati Uniti "sono nemici della razza umana". Secondo il giudice Alito, "La Costituzione non garantisce il diritto di nozze tra persone dello stesso sesso", mentre si mette in guardia dal fatto che adesso le persone gay potranno sponsorizzare i loro partner stranieri per farli diverntare cittadini americani. Time, invece, ha salutato la notizia come uno dei più "rapidi cambiamenti nella storia dei diritti umani di questa Nazione".
Obama ha tranquillizzato le Chiese spiegando che "non voglio forzare i luoghi di culto a celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso". L’America del Presidente democratico sembra quindi andare nella direzione tracciata dalla Francia di Hollande, con gli Stati americani pro-wedding a fare da apripista. In Italia festeggiano tutti quelli che hanno sempre avuto sullo stomaco gli Usa ma oggi si scoprono americani purosangue indicando Washington come il faro della democrazia.
Commenta sarcastico su Twitter il Senatore Maurizio Sacconi: "Molti di quelli che dagli Usa non volevano importare nemmeno la Coca Cola oggi vogliono mutuare il matrimonio per tutti. Io bevo Coca Cola ma rifiuto degli Usa la pena di morte e le nozze gay".
