Usa. Obama e McCain si lanciano attacchi sull’economia

LOCCIDENTALE_800x1600
LOCCIDENTALE_800x1600
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Usa. Obama e McCain si lanciano attacchi sull’economia

08 Settembre 2008

Il candidato democratico alle elezioni presidenziali americane Barack Obama e il suo rivale repubblicano John McCain si sono scambiati oggi una serie di frecciate sul tema dell’economia, "il problema numero 1" degli Stati Uniti, come viene definito da molti commentatori. Entrambe le campagne cercano infatti di caratterizzare la propria posizione, dopo che il governo ha deciso di intervenire in salvataggio di Fannie Mae e Freddie Mac, rendendo di fatto società pubbliche i due colossi dei mutui.

Nel corso di un’intervista per il programma "This week" dell’emittente Abc, Obama ha detto che, qualora fosse eletto Presidente, non applicherà i tagli fiscali proposti dal presidente Bush per gli americani più facoltosi se l’economia sarà in recessione. "Penso che dobbiamo osservare con attenzione e capire dove si trovi l’economia. Voglio dire, l’economia è debole adesso", ha detto Obama.

"Le notizie di Freddie Mac e Fannie Mae, credo, insieme ai dati sull’occupazione, indicano che siamo fragili". Obama ha accusato McCain di voler proseguire con le politiche del governo Bush, facendo notare che il senatore dell’Arizona aveva votato contro i tagli fiscali di Bush in un primo momento, per poi invece sostenerli nel momento in cui ha iniziato la sua corsa elettorale.

Obama non ha comunque intenzione di rinnovare i tagli fiscali decisi da Bush dopo la scadenza fissata, al contrario di McCain. Il senatore dell’Illinois vuole però spingere per far approvare i suoi tagli fiscali per la classe media, promessi in campagna elettorale. "Anche se siamo ancora in recessione, andrò avanti con i tagli fiscali", ha detto, "E’ la mia priorità".

McCain ha ripetutamente bersagliato Obama sul tema delle tasse, nel tentativo di ritrarlo come un tipico liberal dalle mani bucate. "Possiamo rimettere in piedi quest’economia", ha detto McCain in un’intervista andata in onda oggi nel corso per il programma "Face the Nation" di Cbs. "Non alziamo le tasse. Gli americani stanno male come non lo stavano da molto tempo".

Il Tax Policy Cener, un think tank controllato unitamente dal Brookings Institutione e dallo Urban Institute, ha concluso che il piano fiscale di Obama andrebbe a vantaggio della classe media più di quello di McCain.

Tuttavia Obama alzerà le tasse sugli stipendi superiori ai 250.000 dollari annuali, e anche quelle delle grandi società. Ma anche le piccole aziende che guadagnano più di 250.000 dollari all’anno si vedrebbero aumentate le tasse. McCain pianifica invece tagli fiscali per tutte le fasce di reddito, con un taglio di oltre 125.000 a quelle per l’1% più facoltoso d’America, alzando il loro reddito netto di una media del 9,5%, afferma la ricerca.

Fonte: Apcom