Usa: Strage Charleston, condanna a morte per Dylann Roof
11 Gennaio 2017
Dylann Roof, il giovane autore del massacro nella chiesa della comunità afroamericana a Charleston, in South Carolina, dove aprì il fuoco il 17 giugno 2015 uccidendo 9 persone di colore, è stato condannato a morte.
Le 10 donne e i due uomini della giuria si sono pronunciati a favore della pena capitale per tutti i 18 capi di imputazione che la prevedevano. Roof è il primo imputato di crimini di odio ad essere condannato alla pena di morte, ha dichiarato un portavoce del Dipartimento della Giustizia. La pronuncia formale della condanna da parte del giudice Richard Gergel avverrà questa mattina alle 9.30, ora locale.
Per circa tre ore la giuria è rimasta riunita prima di deliberare, e la sentenza giunge dopo una serie di deposizioni in cui l’imputato non ha mostrato alcun rimorso o segnale di pentimento. Al contrario, Dylann Roof ha insistito davanti ai giudici: “Sento che dovevo farlo”.
Il 22enne si è difeso da solo, non ha chiamato nessun testimone a sua difesa, ha respinto con forza ipotesi su possibili turbe psicologiche e non ha mai chiesto perdono, ne’ ha tentato di fornire motivazioni per le sue azioni. Alla lettura del verdetto è rimasto impassibile, senza mostrare emozione, mentre diversi familiari delle vittime non riuscivano a trattenere le lacrime.
Voleva ripristinare la segregazione o innescare una guerra razziale, così aveva risposto il giovane killer agli agenti dell’Fbi quando fu fermato dopo aver compiuto la strage.
Il 17 giugno 2015 il simpatizzante del Ku Klux Klan era stato accolto nella Mother Emanuel African Methodist Episcopal Church, in una riunione di studio sulla Bibbia, quando aveva aperto il fuoco uccidendo nove fedeli tra i 26 e gli 87 anni.
