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Usa: verso nuove sanzioni contro Iran e Sudan

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La Camera dei rappresentanti americana, su iniziativa bipartisan, ha approvato tre progetti di legge che hanno l’obiettivo di colpire le economie di Iran e Sudan.

Il primo, l’Iran Sanctions Enabling Act, approvato con un larghissimo voto bipartisan (408 a favore e 16 contrari) e promosso dai deputati Barney Frank (democratici) e Christopher Shays (repubblicani), autorizza i governi statali e locali a disinvestire da quelle compagnie che investono nell’industria energetica (petrolio o gas naturale), nucleare o della difesa in Iran. Il senso di tale provvedimento è quello di disincentivare le amministrazioni pubbliche dal possedere o mantenere quote di imprese potenzialmente sanzionabili ai sensi della legislazione, ossia delle sanzioni, adottate dagli Usa. Più in generale il progetto di legge si inserisce nel quadro dell’impegno politico, diplomatico ed economico americano volto a fermare il programma nucleare iraniano, come più volte ricordato dai principali protagonisti della vita politica a stelle e strisce, della maggioranza repubblicana come dell’opposizione democratica.

Il secondo allarga il divieto di investire in Iran ad alcuni settori del mondo della finanza, come quello delle assicurazioni. Il terzo stabilisce che nessuna compagnia in affari con il governo del Sudan possa firmare un contratto con il governo federale Usa, incoraggia le amministrazioni statali a fare lo stesso e, più in generale, promuove azioni di disinvestimento da quel paese.

Affinché i tre bills divengano leggi è necessario che siano approvati dal Senato e che passino, infine, dal tavolo del presidente per la promulgazione. L’ampiezza della maggioranza che li ha approvati non dovrebbe creare grandi difficoltà al momento del voto nella Camera alta, atteso durante la prossima sessione autunnale, alla ripresa dei lavori del Congresso. Il voto dei tre progetti di legge è stato accolto con favore dalle maggiori organizzazioni americane per i diritti dell’uomo.

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