Ustica, così Napolitano ammetteva che non è ancora stata fatta luce sulle cause del disastro
21 Luglio 2020
A 40 anni dalla strage di Ustica, L’Occidentale ripropone una serie di documenti, tutti pubblici, che fanno luce su quanto accaduto il 27 giugno 1980. Documenti che proponiamo e che contribuiscono nella loro semplicità a svelare molte false verità. Dopo la pubblicazione delle lettere personali di Bill Clinton, presidente degli Stati Uniti, e Jacqhes Chirac, presidente di Francia, a Giuliano Amato, presidente del Consiglio italiano , sul caso Ustica, del testo con il quale l’Avvocatura di Stato chiedeva la revocatoria per falso delle sentenze civili sullo stesso caso, e delle indicazioni relative all’audizione in Commissione Stragi dei Pubblici Ministeri Settembrino Nebbioso, Vincenzo Roselli e Giovanni Salvi, ecco la lettera che il Senatore a vita Giorgio Napolitano ha inviato al collega Carlo Giovanardi il 3 giugno 2015.
Dalla lettera dell’ex Capo dello Stato emergono due importanti considerazioni ancora di grande attualità alla luce dei contrastanti giudicati penali e civili.
La prima è che “non è stata fatta completa luce sulle cause del disastro e sulle eventuali responsabilità”.
La seconda è la dichiarazione di Napolitano secondo cui, “in conclusione, non posso comunque che condividere con te l’auspicio che si giunga finalmente ad un accertamento della verità, quanto meno sul piano giudiziario”.
E’ una sconfessione di chi afferma che è stata accertata una battaglia aerea ed il lancio di un missile.
Caro Giovanardi, ho letto con attenzione l’articolo da te segnalatomi, pubblicato su Il Foglio del 10 aprile 2015, sulle vicende del disastro aereo di Ustica. Nell’articolo si sostiene che le decisioni adottate dai giudici in sede civile – che hanno condannato lo Stato a risarcire i parenti delle vittime, ritenendo dimostrato che l’aereo venne abbattuto da un missile – sono in radicale contrasto con quanto affermato dalla Cassazione penale, secondo cui invece il velivolo fu distrutto dall’esplosione di una bomba collocata al suo interno.
Non potendo e non essendo comunque io in grado di pronunciarmi nel merito, non posso peraltro non rilevare come, malgrado le ingenti risorse dedicate al caso del disastro aereo dalla magistratura, ancora oggi dopo 30 anni, non è stata fatta completa luce sulle cause del disastro e sulle eventuali responsabilità.
Per quanto riguarda l’asserito contrasto all’interno della Cassazione tra le decisioni in sede civile e penale, ti confermo quanto ho già avuto modo di comunicarti a seguito della tua lettera del 31 gennaio 2013 e cioè che – secondo quanto in più occasioni ritenuto dalla Cassazione a Sezioni Unite – vi è la possibilità che a fronte di una situazione probatoria che non consenta di ritenere raggiunto nel dibattimento penale sufficienti risultati ai fini dell’affermazione della responsabilità penale, il giudice possa comunque considerare il fatto dannoso determinatosi ai fini della conseguente responsabilità civile.
In conclusione, non posso comunque che condividere con te l’auspicio che si giunga finalmente ad un accertamento della verità, quantomeno sul piano giudiziario.
Cordiali saluti
Giorgio Napolitano
