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Ustica, le contraddizioni che impediscono di arrivare alla verità

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Abbiamo pubblicato alcuni dei documenti più significativi relativi al disastro aereo di Ustica, nel quarantesimo anniversario di quella terribile esplosione che costò la vita a tante vittime innocenti.
Giovedì 30 luglio il Capo dello Stato Sergio Mattarella sarà in visita  Bologna per ricordare sia Ustica che la strage della Stazione del successivo 2 agosto 1980.
Nell’occasione la Associazione per la Verità su Ustica, presieduta dalla signora Giuliana Cavazza De Faveri, che sul DC 9 perse la madre, ha diffuso l’immagine che pubblichiamo, per denunciare l’imbroglio mediatico e le contraddizioni giudiziarie che hanno impedito  in tutti questi anni di arrivare ad una verità condivisa.

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2 COMMENTS

  1. Il circo mediatico che si è attivato sulla strage di Ustica ha provocato un polverone che ha oscurato la verità. Lo dico con cognizioni di causa, avendo partecipato ai lavori della Commissione Misiti, supporto peritale al G.I. Rosario Priore. Il Giudice ed alcuni periti sono stati fuorviati da una perizia esplosivistica, fatta con lo scopo di confermare l’ipotesi della bomba nella toilette formulata dall’Ing. Taylor, esperto di disastri aerei che partecipava ai lavori. Ero presente quando l’ingegnere presentò la sua ipotesi, mostrando come era possibile mettere nell’intercapedine della parete a fianco del dispenser della carta igienica un piccolo fagotto esplosivo. L’esperimento ideato dal Dott. Brandimarte – simulare con l’uso di una carica esplosiva in una toilette uguale – sarebbe dovuto servire a dare conferma (o l’esclusione) della bomba quale causa del disastro. Ascoltando le parole dell’Ing. Casarosa sul risultato di questo esperimento (avvenne “un macello”!), come risulta dalla trasmissione di RAI Storia del 27 u.s., si capisce come i risultati dell’esperimento abbiano fuorviato periti e lo stesso G.I.. La bomba confezionata per prova era una vera bomba (esplosivo in quantità confinato in un contenitore rigido), mentre ragionevolmente la “bomba” della toilette era nel caso reale un semplice cartoccio di esplosivo capace di dare una onda d’urto molto limitata, ma una fiammata in grado di creare un largo foro nella parete dell’aereo, che si sarebbe poi distrutto per l’aria che entrava alla velocità di 900 Km/ora. Accettando una “bomba” di questo genere (facile da confezionare e da posare) tutti i dettagli che appaiono contradittori vanno al loro posto. A cominciare dalle famose cerniere della porta della toilette, che risultano forzate da una pressione esterna al vano, piuttosto che dalla pressione interna, causata dalla bomba. E questo è coerente con la perdita della pressurizzazione della toilette, visto che alla quota del volo la pressione era di circa 0,5 atm. Ho sempre pensato che la causa del disastro fosse una bomba e sono pronto ad accettare un contraddittorio con chiunque; concludo dicendo che ho partecipato ai lavori peritali come componente di una sottocommissione di esperti chimici, e non ho quindi partecipato alla stesura della relazione finale.

  2. Almeno su questa e altre tragedie simili, visto che “non si vuole far conoscere la verità”, risparmiateci la farsa delle commemorazioni.

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