Usura, il PdL vuol combatterla ma non è chiaro come intende fare
23 Maggio 2008
Il programma del Pdl all’undicesimo punto del settore Sviluppo economico afferma: "Microcredito: superare da un lato l’usura e dall’altro lato il costo delle banche, utilizzando la sede degli sportelli postali per combinare la massa del microrisparmio con la domanda di microfinanziamenti per piccoli investimenti produttivi. Soprattutto da parte dei giovani ".
Questo comporta una serie di problemi, di speranze e di domande. Innanzitutto non è affatto detto che la posta riesca ad avere costi più bassi di quelli delle banche e se così non fosse questo si ripercuoterebbe sui prestiti. Non si capisce poi perchè dovrebbe essere lo Stato e con quale efficacia ad indicare chi dovrebbe svolgere questa attività (gli sportelli postali) e da dove si devono prendere le risorse (dal microrisparmio). Sarebbe meglio lasciare libera iniziativa, dando spazio alla concorrenza.
Ma la questione centrale è un’altra. Cosa s’intende per "superare l’usura"?
Se si intende "combatterla" forse piu’ di quanto già si faccia, la risposta è che qualsiasi cosa si farà e con qualunque grado di convinzione, questo non la supererà mai, ma la relegherà semplicemente al mercato nero. Come già avviene.
È possibile invece che s’intenda attuare un microcredito che presta denaro a chi viene rifiutato dalle banche per non farlo precipitare nelle mani della criminalità organizzata. Rispettando il tasso massimo applicabile, però questi prestiti dovrebbero essere a tassi calmierati e non reali, quindi le istituzioni di microcredito dovrebbero essere inevitabilmente finanziate pubblicamente. In fondo tutto molto simile ai già esistenti fondi anti-usura. E soprattutto non è con questa impronta statal-assistenzialistica che il microcredito dà il meglio di sé.
Esiste invece una terza possibilità: deregolamentare. E questo provocherebbe conseguenze positive. Infatti eliminare il limite massimo applicabile al tasso d’interesse riporterebbe nella legalità tutte le transazioni, nomi e cognomi di entrambe le parti sarebbero scritti nero su bianco e anche eventuali altri reati (es. minacce e uso della violenza) sarebbero immediatamente rintracciabili. I prestatori non sarebbero, mai più e in nessun caso, appartenenti alla criminalità organizzata e a questa verrebbe sottratta una grossa parte dei suoi guadagni. I debitori non soffrirebbero più di paure riguardanti la propria vita, avverrebbero più transazioni e a tassi mediamente più bassi di quelli in nero e i casi d’insolvenza diminuirebbero. Tutto ciò che solitamente associamo all’usura: criminalità, violenza, minacce, cesserebbe immediatamente.
Oggi in Italia la popolazione non bancabile è il 15%, un livello molto piu’ alto della media Ocse, questo indica un ampio bacino di clientela per gli usurai. Il microcredito si rivolge proprio alla clientela solitamente rifiutata dalle banche perchè priva di garanzie formali. E lo fa con molta intelligenza basandosi su garanzie ufficiose, riuscendo addirittura ad abbassare la percentuale d’insolvibilità media delle banche. Va da sé però che questo comporta maggiori costi e quindi tassi piu’ alti. In Europa il microcredito non è realizzabile proprio a causa delle leggi contro l’usura. È su questo, quindi, che si deve lavorare: abrogare una legge propagandistica e disastrosa e poi il microcredito nascerà, i non bancabili diminuiranno, la mafia perderà un business e vedrete, i clienti capiranno e ringrazieranno.
