Valanghe. Morto l’uomo travolto ieri in Val di Scalve
20 Febbraio 2010
di Redazione
È stato dichiarato morto nella notte agli Ospedali Riuniti di Bergamo Sergio Pennacchio, l’uomo di 25 anni travolto ieri pomeriggio da una valanga in Val di Scalve, nel Bergamasco. La constatazione del decesso è avvenuta intorno a mezzanotte. L’uomo era già stato dato per morto ieri pomeriggio, dopo i primi soccorsi.
Trovato sotto la neve due ore dopo la valanga, il suo cuore aveva infatti già cessato di battere; lo stato di ibernazione in cui si trovava non aveva però consentito ai medici di constatarne ufficialmente il decesso. Il giovane era stato portato quindi all’ospedale di Piario (Bergamo), dov’era stato sottoposto a un esame del sangue per verificare la concentrazione di potassio, il cui valore indica la compatibilità con la vita.
L’esito, seppure al limite, aveva riacceso una piccola speranza, e il giovane era stato trasferito agli Ospedali Riuniti di Bergamo, dov’è arrivato intorno alle 21, e sottoposto a un riscaldamento termico, attraverso la circolazione extracorporea. Quando la temperatura del corpo ha raggiunto di nuovo i 37 gradi, il cuore del venticinquenne non ha più ripreso a battere, poichè danneggiato in maniera irreversibile. A quel punto i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. La valanga era scesa ieri intorno alle 15 a circa duemila metri di quota, tra il rifugio Albani e il rifugio Cima Bianca e il rifugio Albani, in comune di Colere (Bergamo).
Sergio Pennacchio era in sella a una motoslitta insieme a una collega, Giulia Visinoni, 25 anni, di Rovetta (Bergamo), che è riuscita miracolosamente a salvarsi e a lanciare l’allarme. Sul posto sono intervenute le squadre del Soccorso alpino e del Corpo Volontari Presolana. L’uomo è stato trovato dopo circa due ore, sotto una spessa coltre di neve, in stato di incoscienza. Sergio Pennacchio era un collaboratore del rifugio Albani; originario di Brescia, viveva a Monticelli Brusati (Brescia) insieme alla madre.
