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Valtur nel ciclone, vacanze regalo ai politici. “Casta” o marketing?

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L'ultimo scandalo della Casta sono le vacanze super scontate alla Valtur, celebre catena alberghiera e del turismo di qualità. Pare che un corposo drappello di parlamentari abbia goduto in passato di questi sconti, che, a sentire l'Espresso, offriva anche vacanze gratis negli hotel e nei resort del Gruppo in giro per il mondo. Sharm, Sardegna, Maldive, le mete ovviamente più gettonate. Tra i nomi dei favoriti, spuntano nomi di primo piano della politica italiana. Sempre la stampa ricorda che l'anno scorso la DIA aveva chiesto il sequestro del patron di Valtur, considerandolo un prestanome del boss Matteo Messina Denaro, latitante dall'inizio degli anni Novanta. Se c'è qualcosa di poco chiaro su Valtur saranno i magistrati a fare luce sulla vicenda, ma l'Espresso si diverte ad azzannarre il vicepremier e ministro dell'interno, Angelino Alfano, scrivendo che ha goduto anche lui di uno sconto del 30 per cento per una vacanza. Ora, mettiamo un attimo da parte le questioni giudiziarie che riguardano Valtur e pensiamo a qualsiasi grande gruppo del turismo internazionale. E' vietato fare qualche sconto a rappresentanti delle forze politiche o che magari hanno avuto incarichi di primo piano sulla scena pubblica? Non è probabile, diremmo quasi certo, che le stesse politiche di "marketin" vengano effettuate anche con manager o altre personalità pubbliche? Di questi sconti però non interessa parlare, a quanto pare. L'importante è infilzare la politica, anche quando si tratta di una vacanza scontata, non regalata. Si dice demagogicamente che i colossi a cinque stelle (del turismo, non i grillini) dovrebbero regalare e fare sconti anche alle famiglie italiane normali. Sarà, ma non è così che funziona il marketing.

 

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1 COMMENT

  1. “E’ vietato fare qualche
    “E’ vietato fare qualche sconto a rappresentanti delle forze politiche o che magari hanno avuto incarichi di primo piano sulla scena pubblica?”
    Sì, è vietato: dal buon senso e dall’ onestà (che non stanno certo a cuore a queste compagnie) e dal principio di concorrenza (che viene osannato davanti a tutti e smentito puntualmente di nascosto con delle neanche ben mascherate e modiche tangenti).Infine il bistrattato principio di uguaglianza.

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