Vaticano. Turkson: “A Rosarno calpestata dignità delle persone”

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Vaticano. Turkson: “A Rosarno calpestata dignità delle persone”

04 Maggio 2010

Fatti come quelli di Rosarno dimostrano come anche la società italiana discrimini i lavoratori extracomunitari, "non riconoscendo la loro dignità come persone". Lo ha affermato il cardinale Peter K. A. Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, parlando questa sera nella chiesa di Sant’Ignazio, a Roma.

Intervenendo sulla storia dei Gesuiti e sui "ponti" da loro costruiti fra le diverse civiltà, Turkson ha sottolineato che oggi "non ci sono meno ponti da costruire, semmai se ne devono costruire di più". "C’è bisogno di tanti ponti tra tante culture – ha proseguito -. Ed oggi, le differenze, che sfociano in contrasti, sono all’interno di una stessa società e dobbiamo imparare a vivere insieme, qui e ora". Per il capo-dicastero vaticano, "non può lasciarci indifferenti ciò che succede nelle nostre città, qui, in Europa, e in Italia in particolare. Penso ai fatti tragici di Rosarno, in Calabria – ha detto -, dove, nei mesi scorsi, sono venuti alla luce un problema sociale oltre che lavorativo, a proposito dello sfruttamento della manodopera extracomunitaria impiegata in agricoltura".

"I lavoratori extra-comunitari, di origine africana – ha aggiunto il porporato di origine ghanese -, sfruttati come stagionali, privati di ogni diritto perchè impauriti dalla malavita locale, non hanno visto realizzarsi il loro sogno di felicità, in una società che li escludeva, non riconoscendo la loro dignità come persone".

Per Turkson, "la cosiddetta ‘rivolta’ di Rosarno, con morti e feriti, ha evidenziato che l’inculturazione deve passare, oggi, attraverso un lento e paziente percorso di reciproco incontro tra persone e culture: l’incontro delle culture è possibile – ha concluso – perchè l’uomo, nonostante tutti i divergenti cammini della sua storia e dei suoi sistemi sociali, rimane un unico ed identico essere che anela alla verità".