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Veltroni e la lezione di Ting Ting

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Da quando i cinesi di Milano hanno scatenato un putiferio per colpa di una multa, Walter Veltroni non fa che ripetere che a Roma queste cose non succedono, che la sua città è un modello di integrazione, che da quando ha sottoscritto un protocollo con la comunità cinese capitolina,  Letizia Moratti gli telefona ad ogni ora del giorno e della notte implorandolo di mandargli il testo via fax, per imparare da lui come si fa a fare il sindaco di una pacifica e gioiosa metropoli multietnica.

Già, come si fa? Il buon Veltroni non è certo tipo da lesinare consigli e insegnamenti. Di fronte alla drammaticità del nostro tempo, alle prese con le tensioni generate da massicci flussi migratori e con la difficile convivenza tra diverse culture, il primo cittadino non si perde d’animo. Affronta la situazione di petto, va nel rione Esquilino (non chiamatelo la Chinatown romana, se no Walter si offende), inaugura come fosse un prodigio il restauro di una piazza già rifatta per il Giubileo e subito caduta in pezzi, e dal cuore del paradiso multietnico svela il segreto del suo successo: “Ho dato il premio Ilaria Alpi a una bambina cinese che ha fatto un tema bellissimo e si chiama Ting Ting. Questo è un modello di integrazione”.

Ting Ting. Cara Moratti, come diavolo hai fatto a non pensarci?

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1 COMMENT

  1. Veltroni e l’integrazione
    Spett.le L’occidentale,ho letto l’articolo e non ho capito se ho letto della Roma che ho visitato questo fine settimana u.s.,perchè ho preso alcuni taxi in parti diverse della città e sembrava che alla guida non ci fosse un’autista ma un disco con una serie di contumelie contro comunitari di fresca e extracomunitari di antica nomina,oppure di una Roma del mago di Oz,a meno che il sig Veltroni i suoi concittadini e amministrati non li conosca e non ne veda manco l’ombra.Distinti saluti e grazie.

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