Veltroni: “riforme subito dopo il voto”

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Veltroni: “riforme subito dopo il voto”

29 Marzo 2008

Il capo del Pd Veltroni crede nella vittoria alle elezioni e sostiene che, se vincerà, nel suo governo ci saranno diversi esterni che non appartengono ai partiti, ad esempio all’Economia. “Siamo partiti con un distacco di 22 punti.

Ora siamo più vicini di quanto dicano i sondaggi. Pure Berlusconi comincia a parlare di pareggio al Senato o nostra vittoria” dice Veltroni in un’intervista a “La Stampa”. “Possiamo vincere e comunque saremo la prima forza riformista che questo Paese abbia mai avuto. Questo sarà comunque un risultato straordinario”. Veltroni non fa nomi per un probabile ministro dell’Economia prima delle elezioni: “Qualche nome lo farò, non di persone che appartengono ai partiti ma esterne. Come ci sono capilista non di partito ci saranno ministri non di partito”. A differenza di quella di Prodi, dice Veltroni, “ora non abbiamo una coalizione eterogenea e un programma di 280 pagine ma un partito solo e un programma di 30”.

Il leader del Pd è per il dialogo tra i partiti, qualunque sia il risultato del voto: “I leader di maggioranza e opposizione si devono telefonare. Non appartengono a quella schiera di politici, cui appartiene Berlusconi, che danno giudizi lunedì e giudizi opposti il martedì. Oggi su di me si dicono cose molto diverse rispetto a due mesi fa: dovesse vincere, credo che ricomincerebbe a parlare come allora. Se vinco io spero di avere con le opposizioni un rapporto di collaborazione sulle riforme istituzionali, sulle grandi questioni del Paese. Confermo che se vincessimo daremmo alle opposizioni una Camera e la presidenza delle commissioni di controllo”. Secondo Veltroni la destra ha commesso un gravissimo errore, quando è caduto il governo Prodi, a non accettare la proposta di promuovere la riforma istituzionale e elettorale prima del voto: “Hanno calcolato che conveniva votare subito facendo prevalere gli interessi del partito a quelli del Paese. Quale che sia l’esito del voto vanno fatte subito insieme le riforme ma chi vince, anche per un solo voto, governa”.

Veltroni alla “Stampa” parla anche della denuncia di Di Pietro nei confronti di Berlusconi in procura per la questione Alitalia: “Non sono mai per regolare le questioni sul piano giudiziario ma politico. Un frammento del mondo in cui ritengo di debba regolare il rapporto fra garanzie e legalità, fra politica e giustizia, sta nella nostra proposta sulle intercettazioni: un magistrato intercetti quando ritiene ma risponda personalmente dell’eventuale diffusione delle intercettazioni”.

Sul caso Rai e sul confronto televisivo, dopo la rinuncia di Berlusconi di partecipare al programma di Lucia Annunziata, afferma: “Non posso essere obbligato ad andare in tv. La stranezza è che non si faccia il confronto televisivo: sono anche disposto ad andare sulle sue tv. Che devo fare? Ci si immagini se in Spagna si fossero tenuti dibattiti su tv di proprietà di Zapatero…”. “Sulle tv – conclude Veltroni – io sono fermo al ddl Gentiloni con in più l’idea di avere in Rai un Amministratore delegato invece di un cda, perchè penso che si debba rendere il Paese più semplice e affermare il senso dell’etica e della repsonsabilità”.

Mon

290930 mar 08