Veltroni sul clima è più come Bush che come Gore
10 Luglio 2007
di Redazione
All’indomani del
costoso e tutto sommato noioso maxievento di “Live earth” coloro che
ingenuamente possono aver subito il fascino del concertone globale cosa possono
fare per scongiurare la “fine del mondo”? A sentire Al Gore – colui che si è
inventato questo nuovo baraccone globale, messo su per contare qualcosa
nonostante non sia riuscito a diventare presidente degli Stati Uniti – saremo
investiti quanto prima da uno tsunami informativo con tutte le istruzioni per
cambiare rotta. Rimaniamo in paziente attesa.
Per ora i sette punti “sacri” da
sottoscrivere risultano efficaci come lo può essere Adriano Celentano nei suoi
sermoni televisivi. La loro capacità di
rivoluzionare le vite di coloro che li ascoltano equivale praticamente a zero. Per
ora l’unica cosa certa è che Al Gore e la sua iniziativa hanno ricevuto una
pesante reprimenda da parte di varie associazioni ambientaliste per aver
prodotto 74500 tonnellate di anidride carbonica con lo svolgimento della
rutilante kermesse canora. Solo Madonna ha avuto la non originale idea di dire:
“spegniamo le luci dello stadio”. Almeno questo poteva venire in mente ad Al, o
no?
Certo per coloro che
hanno avuto la fortuna di vedere il documentario “La grande
bufala del riscaldamento globale” di Martin Durkin, prodotto
da Channel 4, messo in onda durante l’ultima puntata di Matrix, è difficile
credere che la “Scomoda
verità” di Al Gore (premiato per questo documentario con l’Oscar) sia veramente
tale. Detto ciò un risultato, seppur indiretto, il Live earth l’ha ottenuto: ci
ha fatto sapere, contrariamente a quanto si poteva supporre, che il presidente
americano, George W. Bush, e il sindaco di Roma candidato segretario del
partito democratico, Walter Veltroni, in materia di ambiente la pensano allo
stesso modo. Alla proposta di aderire al “Live earth” Bush ha risposto che
“queste iniziative non servono a nulla, l’unica risposta possibile
all’inquinamento del pianeta è solo la tecnologia”. Sembrava quasi di sentire
Veltroni al Lingotto il giorno in cui ha “sciolto la riserva”: “Che senso dirsi
ambientalisti se poi ci si oppone ad un’opera come la Tav che rendendo più
rapidi gli spostamenti contribuirebbe a diminuire l’inquinamento. L’unica
soluzione per risolvere i problemi ambientali può venire solo dalla
tecnologia”. Potrebbero essere dello stesso partito. Temiamo che l’imbarazzo
maggiore da questa inedita coincidenza di vedute lo subirà il W nostrano, visto
che il W americano dice queste cose da più di un lustro. Chissà se questo
comune sentire l’avrà notato anche Pecoraro Scanio. Chissà…
