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Veltroni sul clima è più come Bush che come Gore

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All’indomani del costoso e tutto sommato noioso maxievento di “Live earth” coloro che ingenuamente possono aver subito il fascino del concertone globale cosa possono fare per scongiurare la “fine del mondo”? A sentire Al Gore - colui che si è inventato questo nuovo baraccone globale, messo su per contare qualcosa nonostante non sia riuscito a diventare presidente degli Stati Uniti – saremo investiti quanto prima da uno tsunami informativo con tutte le istruzioni per cambiare rotta. Rimaniamo in paziente attesa.

Per ora i sette punti “sacri” da sottoscrivere risultano efficaci come lo può essere Adriano Celentano nei suoi sermoni  televisivi. La loro capacità di rivoluzionare le vite di coloro che li ascoltano equivale praticamente a zero. Per ora l’unica cosa certa è che Al Gore e la sua iniziativa hanno ricevuto una pesante reprimenda da parte di varie associazioni ambientaliste per aver prodotto 74500 tonnellate di anidride carbonica con lo svolgimento della rutilante kermesse canora. Solo Madonna ha avuto la non originale idea di dire: “spegniamo le luci dello stadio”. Almeno questo poteva venire in mente ad Al, o no?

Certo per coloro che hanno avuto la fortuna di vedere il documentario “La grande bufala del riscaldamento globale” di Martin Durkin, prodotto da Channel 4, messo in onda durante l’ultima puntata di Matrix, è difficile credere che la “Scomoda verità” di Al Gore (premiato per questo documentario con l’Oscar) sia veramente tale. Detto ciò un risultato, seppur indiretto, il Live earth l’ha ottenuto: ci ha fatto sapere, contrariamente a quanto si poteva supporre, che il presidente americano, George W. Bush, e il sindaco di Roma candidato segretario del partito democratico, Walter Veltroni, in materia di ambiente la pensano allo stesso modo. Alla proposta di aderire al “Live earth” Bush ha risposto che “queste iniziative non servono a nulla, l’unica risposta possibile all’inquinamento del pianeta è solo la tecnologia”. Sembrava quasi di sentire Veltroni al Lingotto il giorno in cui ha “sciolto la riserva”: “Che senso dirsi ambientalisti se poi ci si oppone ad un’opera come la Tav che rendendo più rapidi gli spostamenti contribuirebbe a diminuire l’inquinamento. L’unica soluzione per risolvere i problemi ambientali può venire solo dalla tecnologia”. Potrebbero essere dello stesso partito. Temiamo che l’imbarazzo maggiore da questa inedita coincidenza di vedute lo subirà il W nostrano, visto che il W americano dice queste cose da più di un lustro. Chissà se questo comune sentire l’avrà notato anche Pecoraro Scanio. Chissà…

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2 COMMENTS

  1. Le vostre argomentazioni
    Le vostre argomentazioni oltre che faziose sono veramente risibili:è ovvio che Veltroni(che paura che vi fa..) è diverso da Pecoraro Scanio,nel senso che si pone realisticamente il problema di uno sviluppo sostenibile, ma è altrettanto evidente che la sua posizione sul tema è lontanissima da quella di Bush,che ha avversato il protocollo di Kyoto e qualsiasi altra iniziativa per ridurre il riscaldamento globale, perchè, come voi e Martin Durkin (wow!) e a differenza del 95% della comunità scientifica, non lo ritiene essere una priorità. Non vi preoccupate,anche in questo caso i veri grandi supporters di Bush siete voi.

  2. non sapevo che la corte dei
    non sapevo che la corte dei miracoli di berlusconi si fosse arricchita di nuovi servi informatici…beh, non sarete certo i più influenti fra i suoi zerbini mediatici (e quindi neppure i più amati dal re sole) ma tutto sommato un posticino in penultima fila è meglio di nulla…coraggio!

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