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Veltroni sul Pd:”siamo onesti,rinnovamento o saremo travolti”

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Da fare, dopo giorni di polemiche e di veleni, c'erano una rivendicazione, una richiesta e un avvertimento. Walter Veltroni inizia dalla prima e davanti alla direzione nazionale del partito dice quello che molti si attendono: "Il Pd è un partito di persone perbene" nel quale "non c'è posto per i disonesti" e che considera "centrale la questione morale"

"Il bollettino quotidiano da settimane ci informa di indagini su nostri amministratori e dirigenti - incalza il segretario -, dà un'immagine deformata e quindi ingiusta del nostro partito". E avanti con la storia delle "migliaia e migliaia" di amministratori "straordinari" che rappresentano un "patrimonio per l'Italia". Nel Pd, quindi, "non c'è posto per i disonesti". Non è solo una frase ad effetto, Veltroni lancia qui la sua richiesta: avere il potere di intervenire col commissariamento in quelle realtà locali del partito segnate da episodi di scarsa trasparenza. "Chiedo - dice - che al segretario venga attribuito il potere previsto dallo statuto di poter intervenire anche attraverso commissariamenti laddove sia necessario".

Rivendicato l'orgoglio del 'partito delle persone oneste' e ipotizzato, quando utile, lo strumento del commissariamento Veltroni avverte che il Pd è di fronte ad una "alternativa secca e drammatica: o innovazione, o il fallimento". "O innovazione o verremo travolti" aggiunge senza mezzi termini il leader democratico citando le elezioni abruzzesi come "un ultimatum che ci hanno inviato gli elettori, una protesta dura e rabbiosa e insieme un appello accorato". Detto questo il Pd, attacca Veltroni, non è disposto ad "accettare lezioni" di moralità da Silvio Berlusconi perchè "tutto si può accettare tranne le lezioni che vengono da chi annovera tra i suoi parlamentari indagati e condannati per reati legati alla mafia e alla camorra".

Davanti alle inchieste di Pescara, Napoli e della Basilicata Veltroni non si limita a ribadire la fiducia nella magistratura. Riconosce che le toghe hanno "tra le mani un potere enorme: la sottrazione della libertà è uno strumento estremo, da usare con accortezza. La magistratura ha un grande potere al quale non può non corrispondere con grandissima responsabilità, un po' come un medico".

Immancabile al gotha del Pd l'eterna questione: come svecchiare la classe dirigente. Premesso che il codice etico del partito va applicato con severità e che non si può candidare chi lede la credibilità morale del partito "il ricambio dei gruppi dirigenti deve essere frequente e continuo". "Oggi - rilancia Veltroni - è una vera e propria urgenza. Se vogliamo consolidare il Pd, dobbiamo lavorare in modo impegnato, corale e convinto per creare le condizioni per un forte avvicendamento con una nuova generazione di dirigenti". E poi basta - ma questo Veltroni lo dice quasi da un anno - con le guerre intestine perchè "rischiamo di diventare come l'Unione, paralizzata dalle differenziazioni e che segava l'albero su cui era seduta". "Il pluralismo - aggiunge il segretario - è un valore per un partito ma bisogna evitare il rischio di una degenerazione correntizia" che rappresenta una "malattia mortale".

Infine il rapporto con gli alleati dell'Italia dei Valori. Non è rottura ma le strade proseguono divise: "Abbiamo modi diversi e separati di fare opposizione" e "questa distanza è stata già manifestata" tanto più che, conclude Veltroni, "l'Idv alimenta le polemiche con noi, ma non si cimenta con la sfida dell'innovazione".

Vep

 

 

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