Veltrooney, what else?

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Veltrooney, what else?

11 Aprile 2008

Impagabile siparietto tra Walter Veltroni e George Clooney in un bar milanese. L’ex sindaco entra nel locale con codazzo di giornalisti e telecamere e chi ti trova al bancone? Il fantastico George. Partono abbracci, baci e complimenti reciproci.

Uno spottone elettorale a metà tra E.R. e Caramba che sorpresa che la Rai vorrebbe riprodurre nel programma di Fabio Fazio già stasera.

Veltroni è in brodo di giuggiole: racconta ai reporter che Clooney l’ha paragonato a Barak Obama “per l’intesità che ci mettiamo, per la passione, per la novità e il passaggio generazionale”. I due uffici stampa devono aver lavorato in fretta e furia, forse nel retrobottega del Bar Etoile, per mettere a punto una così precisa e impeccabile dichiarazione di voto.

Eppoi ovviamente c’è l’Africa, l’impegno comune per i bambini del continente dimenticato, “We are the world” e tutto quello che segue. Veltroni aggiunge che non gli sembra vero: “abbiamo a cuore le stesse cose”.

George è perfettamente a suo agio, è uno spot come un altro: Nespresso, Martini, Veltroni, che cambia…? Clooney è ovviamente più bello, più simpatico, più americano, più tutto.

Noi faremmo volentieri a cambio, tanto a George per imparare il copione di Walter gli ci vuole un attimo.