Venezia. Ponte Calatrava, Rumiz: finalmente conclusi i lavori

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Venezia. Ponte Calatrava, Rumiz: finalmente conclusi i lavori

02 Settembre 2008

I lavori del quarto ponte sul Canal Grande, quello dell’architetto Calatrava, sono finalmente terminati. Lo ha annunciato l’assessore comunale dei Lavori pubblici di Venezia, Mara Rumiz, nel corso di una conferenza stampa. "Abbiamo l’orgoglio di essere riusciti laddove in passato si sono arenate opere di straordinariá architetti: Le Corbusier, Frank Lloyd Wright, Louis Kahn. Abbiamo finalmente rotto il tabù". Così, l’assessore comunale ai Lavori pubblici di Venezia, Mara Rumiz, aprendo l’incontro stampa a Ca’ Farsetti con il progettista del Ponte, Santiago Calatrava e il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari.

L’assessore ha espresso forte e sincera soddisfazione per la conclusione dell’opera, anche se manca ancora l’ovovia, che è in fase di costruzione e sarà installata tra qualche tempo. Intorno al ponte si sono addensate polemiche, critiche, clamori, ha annotato Mara Rumiz, che non ha nascosto il fatto che il ponte sia costato molto di più di quanto era stato previsto (l’appalto nel 2002 era stato per 4.074.906 euro, che diventavano 6.720.237 con le somme per rilievi, indagini, monitoraggi, attrezzature, martinetti, oneri tecnici, Iva, saliti oggi rispettivamente a 7.273.162 e 11.276.794) e che molto più lunghi sono stati i tempi per la sua realizzazione (nel 2002 erano stati previsti 456 giorni), ma ha rilevato: "Guardando quest’opera, davvero qualcuno può pensare che potesse costare quattro milioni?".

Mara Rumiz ha detto di avere finora lavorato in silenzio, senza mai prestare il fianco a polemiche e strumentalizzazioni, ma anche di non avere alcuna intenzione di assumersi colpe che questa Amministrazione non ha; anzi, ha rivendicato con orgoglio di avere avuto una parte, una piccola parte, in questa straordinaria opera, il cui merito ha equamente distribuito tra i tanti che hanno collaborato, con un pensiero speciale per tutte le maestranze: quelle dell’Impresa Cignoni per prime, ma anche quelle delle altre imprese, Lorenzon, Fagioli, Saint Gobain, Achille Grassi, ricordando la loro capacità nel realizzare e assemblare pezzi uno diverso dall’altro: 156 tasselli in pietra d’Istria sulle basi del ponte, 300 elementi di pedata e pianerottoli in vetro, 90 pannelli dei parapetti in vetro, 420 tonnellate di struttura d’acciaio, fatta di costole anch’esse una diversa dall’altra.