Venezuela, ancora proteste e nuovi morti tra le aggressioni della polizia

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Venezuela, ancora proteste e nuovi morti tra le aggressioni della polizia

01 Luglio 2017

L’opposizione continua a chiedere elezioni per mandare a casa Maduro – accusato del perdurare della drammatica crisi del Paese – ma il capo di Stato sostiene che la crisi è il risultato di una cospirazione appoggiata dagli Stati Uniti. La follia e la violenza dilagano. Il procuratore generale Luisa Ortega, il responsabile di più alto rango che ha rotto con Maduro, ha annunciato un nuovo passo della sua battaglia legale contro il presidente: ha denunciato il capo dell’intelligence Gustavo Gonzalez Lopez per presunta violazione dei diritti umani. Intanto ieri la United Airlines ha effettuato l’ultimo volo dal Venezuela sulla rotta Caracas-Houston per problemi finanziari nel Paese. 

Intanto la polizia del Venezuela ha arrestato altri 62 studenti che stavano manifestando contro il presidente Nicolas Maduro. Le proteste contro il governo durano da tre mesi. La metà degli studenti è stata arrestata mentre cercava di marciare verso gli uffici dell’autorità elettorale a Caracas, ha dichiarato Daniel Ascanio, leader degli studenti dell’Università Simon Bolivar: “Non c’è alcuna ragione per il loro arresto” ha dichiarato sottolineando che stavano protestando “pacificamente”. La ong Foro Penal ha denunciato che nelle proteste di massa sono state arrestate 3.500 persone e secondo la procura i morti sono fino ad ora 82. 

Nelle ultime ora altri due giovani hanno perso nelle proteste anti-governative in corso nello stato di Lara, nel Venezuela nord-occidentale. Luis Florido, parlamentare dell’opposizione, ha riferito che un ragazzo di nome Ruben Morillo è morto per una ferita da arma da fuoco al petto mentre un altro, Fernando Rojas, è stato portato all’ospedale centrale a Barquisimeto quando già non c’era più nulla da fare. In almeno due video ripresi durante l’arresto dei giovani si vede un agente della polizia che, prima di chiudere gli sportelli del camion, lancia un candelotto lacrimogeno al suo interno. Secondo, David Smolansky, dirigente dell’opposizione, pattuglie della guardia nazionale avrebbero teso una imboscata al gruppo nel quale si trovava anche lui. “Abbiamo visto agenti rubare zainetti e cellulari, malmenare gente disarmata che stava sfilando pacificamente. Io stesso ho dovuto trarre in salvo un ragazzo su una sedia a rotelle che rischiava di rimanere asfissiato a causa dei gas”, ha detto ancora Smolansky.

Dire che la situazione sia estremamente tesa nel paese è usare un eufemismo. Si sta verificando anche uno scontro tra poteri. Il procuratore Luisa Ortega Díaz, imputata dal tribunale supremo di giustizia (Tsg), ha lanciato due nuove sfide al potere chavista, rendendo ancora più esplicita la sua ribellione contro il governo.