Venezuela. Armi nelle carceri, 498 detenuti uccisi nel 2007

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Venezuela. Armi nelle carceri, 498 detenuti uccisi nel 2007

17 Gennaio 2008

Più di un detenuto al giorno è morto in modo violento nelle affollate prigioni del Venezuela l’anno scorso, complici le rivolte e un dilagante traffico d’armi dietro le sbarre.

La denuncia è dell’Osservatorio per le prigioni del Venezuela, che punta il dito anche contro il presidente venezuelano, accusando: “Nessun miglioramento sotto Chavez”.

Circa 498 carcerati sono rimasti uccisi in disordini e altri atti di violenza nel 2007, in confronto ai 412 del 2006, secondo l’osservatorio che ha monitorato le condizioni degli istituti penitenziari del paese per oltre cinque anni e che conduce regolari controlli. E i dati dell’anno in corso rimangono allarmanti: “Fino ad oggi, almeno 15 detenuti sono morti”, ha dichiarato il direttore del gruppo di ricerca, Humberto Prado, nel corso di una conferenza stampa.

I motivi di tanta violenza, secondo Prado, riguardano l’ampio traffico di armi negli istituti.

Le autorità hanno sequestrato 3.825 armi, tra cui 3mila coltelli e 200 pistole, nelle prigioni venezuelane l’anno scorso.

Il governo non ha commentato ufficialmente il rapporto reso noto ieri. Ma nel corso del suo recente messaggio alla nazione, il presidente Hugo Chavez ha affermato che il Paese deve darsi da fare per migliorare le misere condizioni delle carceri.

Nel 2005 Chavez lanciò un piano per rendere più umane le carceri, ma i dati resi noti dal gruppo per i diritti umani di Prado e da altre ONG mostrano un aumento degli omicidi e del traffico di armi. “Non possiamo dire che le cose sino migliorate” sotto Chavez, ha attaccato Prado. “Se consideriamo le uccisioni, l’affollamnto e i ritardi nei processi, sono semmai peggiorate”, ha concluso.

(Apcom)