Venezuela. Chavez oscura tv dell’opposizione, la tensione cresce nel Paese

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Venezuela. Chavez oscura tv dell’opposizione, la tensione cresce nel Paese

24 Gennaio 2010

Nuovo capitolo della guerra fra Hugo Chavez e i media di opposizione: il governo venezuelano ha sospeso alla mezzanotte di ieri le trasmissioni di sei emittenti televisive via cavo, fra le quali la Rctvi, che nel 2007 era stata esclusa dalle trasmissioni in chiaro per non aver diffuso un discorso ufficiale del presidente.

"Voglioni zittirci, ma non ci riusciranno perché la gente ci conosce da anni, e vuole sentirci", ha detto alla stampa Miguel Angel Rodriguez, uno dei volti più noti dell’emittente Rctvi reagendo a caldo al provvedimento. Per i responsabili del canale il governo sta tentando con ogni mezzo di eliminare una testata scomoda, tanto per la sua opposizione a Chavez quanto per la sua popolarità, in un momento di forte crisi economica che sta alimentando le preoccupazioni e le critiche della gente al governo.

Proteste si sono verificate dopo la mezzanotte in vari quartieri di Caracas, dopo che gli operatori di tv via cavo hanno sospeso il segnale di Rctvi. "Pensano che se chiudono i microfoni e nessuno ne parla, l’inflazione e l’insicurezza spariranno per magia", ha commentato ironicamente un manifestante citato dalla stampa locale. Non è la prima volta che il governo di Chavez prende iniziative polemiche in materia di stampa: nello scorso agosto, la Conatel decise la chiusura di 34 radio in tutto il Paese, e il governo presentò una proposta di riforma della legge sui delitti mediatici molto criticata in Venezuela e all’estero, come in Italia dal sindacato dei giornalisti Fnsi e l’associazione Articolo 21.

Nella serata di ieri, il ministro di Infrastrutture e presidente della Commissione nazionale di telecomunicazioni (Conatel), Diosdado Cabello, aveva preannunciato il giro di vite contro le tv, precisando però "che il governo non sta chiudendo nulla, sta dicendo soltanto che in Venezuela per essere presenti gli operatori via cavo devono applicare la legge, e devono farlo tutti, senza distinzioni". Rctvi (Radio Caracas Televisione Internazionale) non aveva trasmesso il discorso pronunciato sabato da Chavez in occasione di una manifestazione filo governativa: per legge, le emittenti venezuelane sono obbligate a trasmettere le cosidette "cadenas", ossia i frequenti interventi televisivi del presidente.

I canali via cavo sospesi, oltre a Rctvi, sono Ritmo Son, Momentum, America TV, American Network e TV Chile. Ma Rctvi è la più importante e influente. È stata fondata tre anni fa, dopo che il suo predecessore, la Rctv, si era vista ritirare l’autorizzazione per trasmettere in chiaro, a causa del suo appoggio al fallito golpe anti-chavista del 2002. La Rctvi era rinata allora come canale internazionale, con sede a Miami (Usa), e i responsabili del canale sostengono che, siccome la percentuale di programmi prodotti in Venezuela Š inferiore al 30%, si tratta di una emittente estera a cui non si applica la normativa locale. Ma il governo sostiene che in realtà oltre l’80% della programmazione di Rctvi – che quando trasmetteva in chiaro era uno dei canali più visti del Paese, oltre ad essere il decano delle emittenti locali – è di produzione nazionale, e dunque ne ha sospeso le trasmissioni in applicazione delle leggi e regolamenti venezuelani.