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Venezuela, domani simulazione aereo caduto

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Nell'ambito delle ricerche dell'aereo precipitato venerdì scorso con 14 persone a bordo mentre era in volo fra Caracas e l'arcipelago di Los Roques, l'aeronautica civile del Venezuela, realizzerà domani una simulazione della caduta del velivolo.

L'esperimento ha l'obiettivo di restringere il più possibile la zona di impatto con i flutti, e che comunque potrebbe avere una profondità superiore ai 1.000 metri.

Tenendo conto anche dell'ultima comunicazione del pilota via radio, le autorità hanno ipotizzato in una conferenza stampa che il velivolo, intatto, si sia inabissato rapidamente in una zona di mare aperto a sud dell'arcipelago.

Quando si trovava a circa 1.000 metri d'altezza, il comandante dell'areo, capitano Estaban Bessil, aveva allertato la torre di controllo, di avere entrambi i motori in avaria, e che per questo avrebbe tentato un atterraggio d'emergenza vicino alla barriera corallina.

In un punto che, secondo le carte nautiche, esistono fondali che giungono fino a 1.240 metri di profondità. Il presidente dell'Istituto nazionale dell'Aeronautica civile (Inac), Ramon Vinas, ha precisato che "la simulazione sarà realizzata con un velivolo dello stesso tipo del Let L-410 inabissatosi, per ricreare le condizioni di volo e dare maggior precisione possibile riguardo alle aree in cui dovrà svolgersi la ricerca sottomarina".

Il titolare della Protezione civile, Antonio Rivero, ha confermato da parte sua che, non avendo avuto alcun risultato le ricerche di superficie in un'area di 18.600 Kmq, si procederà ora alla localizzazione del velivolo utilizzando il sonar di una nave oceanografica con l'appoggio di navi dell'esercito.

Per quanto riguarda infine le cause dell'incidente, Rivero ha precisato che tuttavia non vi sono ipotesi certe e che il caso è sottoposto all'analisi di un'apposita commissione di inchiesta. Rivero ha infine assicurato che il bimotore YV2081 della compagnia Transaven si era rifornito a sufficienza di carburante per eseguire la tratta da Caracas all'isola Gran Roque e che la compagnia operava rispettando le condizioni di volo previste dalla legge. Infine Araujo ha confermato che nei minuti drammatici fra la comunicazione di avaria del pilota e l'impatto con il mare, due cellulari a bordo sono stati attivati, ma senza però che si realizzasse alcun collegamento.

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