Venezuela. Rapito imprenditore italiano, forse tentativo di riscatto

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Venezuela. Rapito imprenditore italiano, forse tentativo di riscatto

14 Ottobre 2009

Antonio Banfi, imprenditore italiano che possiede anche il passaporto venezuelano, è stato rapito domenica mattina nella città di Maracaibo, capoluogo della regione di Zulia, in Venezuela. Due uomini armati hanno minacciato il connazionale costringendolo a salire su una vettura appostata fuori dal ristorante Arepas Santa Rita, il locale di cui Banfi deteneva in franchising. Gli inquirenti sono orientati verso l’ipotesi del sequestro a scopo di estorsione, una pratica criminale purtroppo molto diffusa in Venezuela nei confronti degli imprenditori italiani.

Al momento, comunque, non risulta che sia stata trasmessa nessuna richiesta di riscatto ai parenti dell’imprenditore 64enne (nato a Bucciano, in provincia di Benevento il 26 gennaio del 1945). L’uomo era partito trenta anni fa per il Sudamerica dove si è creato una famiglia ma torna spesso in Italia dove è rimasta la sorella Maria. La notizia si è diffusa in poco tempo nel piccolo centro della Valle Caudina. La preoccupazione è forte nei familiari i quali, tramite il sindaco del paese, Domenico Matera, sono in continuo contatto con la Farnesina.

L’ambasciata italiana a Caracas segue da vicino le attività degli investigatori garantendo appoggio ai familiari del rapito e piena collaborazione alle autorità locali. Grazie alla denuncia della famiglia, attraverso il consolato italiano a Maracaibo, il Cuerpo de Investigaciones Cientificas, Penales y Criminalisticas della Guardia Civil ha aperto le indagini per ricostruire la dinamica dell’azione criminale. In questi casi gli inquirenti infatti possono muoversi solo dietro denuncia dei familiari dato che, secondo la legislazione venezuelana, il reato di sequestro non è perseguibile d’ufficio.