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Verdini domina primarie Pd Roma, siamo alle comiche

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Denis Verdini protagonista. Delle Primarie del Pd a Roma. Strano ma vero, i candidati dem della Capitale non sembrano parlare d'altro. "Per caso Verdini fa parte della coalizione?", si chiede Roberto Morassut. "Non ho notizie di Verdini e non me ne occupo," risponde al volo il renziano Roberto Giachetti, "ci sono ben altre cose di cui occuparsi, come di quell'albero caduto sulla Laurentina che ha ucciso due persone". 

 

Sarà, ma intanto il commissario del partito capitolino, Matteo Orfini, mette dei paletti alti così all'avvicinamento di Ala, la componente dei verdiniani, al Pd. "Verdini vuol partecipare alle primarie, organizzi quelle del centrodestra, le nostre sono off limitis per chi non è di centrosinistra", dice Orfini. Ma la sinistra democrat va all'attacco: "Che dice Renzi?", si chiede il leader della minoranza interna, Roberto Speranza, lasciando intendere che il premier e segretario non veda certo negativamente l'arrivo di nuovi voti alla coalizione.

 

"Benvenuto tra i gufi", ironizza Roberto Speranza, rivolgendosi a Orfini e aggiungendo che il Pd sta accogliendo Verdini "a braccia aperte". Per non dire di Pierluigi Bersani, che i sondaggi danno in risalita rispetto al premier: "Quella gente lì," dice Bersani parlando di Verdini, "su temi come le banche e altro, non la pensa come noi. Come me e spero come Renzi". "Renzi dovrebbe dire: non la voglio la fiducia di Verdini", dice chiaro e tondo Bersani.

 

Il movimento 5 Stelle ovviamente ha colto la palla al balzo: "Prima era Buzzi, oggi è Verdini che sostiene il Pd a Roma," scrive in un tweet Alessandro Di Battista, "Orfini recita la parte dello 'schizzinoso' dimenticando che ci governa insieme".

 

A questo punto l'unica chance che resta a un partito diviso, che litiga e va avanti con strappi continui nella Capitale, dopo tutto quello è accaduto, il fiasco Marino e l'inchiesta di Mafia Capitale, l'unica chance è di trovarsi davanti un centrodestra altrettanto diviso e rissoso. Se così non fosse, la sinistra potrà scordarsi il Campidoglio.

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