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Centrodestra al ballottaggio

Verona al ballottaggio con Sboarina che rifiuta l’agenda LGBT

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Anche a Verona domenica si voterà per il ballottaggio alle elezioni comunali. Da una parte c'è Federico Sboarina, candidato sindaco del Centrodestra che si è presentato unito alle elezioni. Sboarina ha preso quasi il 30 per cento dei consensi al primo turno, il più votato. Dall'altra c'è Patrizia Bisinella, candidata di "Fare", la lista del primo cittadino uscente, Flavio Tosi, che si è fermata al 23,5 per cento. Una sfida, quella tra Sboarina e Bisinella, che investe temi fondamentali come la difesa della vita e della famiglia naturale. 

In campagna elettorale, Tosi ha ricordato la sua astensione durante il voto avvenuto in consiglio comunale ormai a metà degli anni Novanta, una mozione che impegnava l'Amministrazione a non emanare provvedimenti che parificassero la famiglia naturale, fondata sul matrimonio tra uomo e donna, alle coppie omosessuali. In rappresentanza di Bisinella, Tosi ha anche preso parte all'incontro organizzato a Verona da Stuart Milk lo scorso 6 giugno per sottoporre ai candidati sindaco l'agenda LGBT.

Da una parte, quindi, chi si fa fotografare, come Tosi, con le drag queen, dall'altra chi, come Federico Sboarina, si presenta come il difensore della famiglia e dei valori della tradizione nazionale. Sboarina ha preso le distanze dalle iniziative targate LGBT, spiegando che se vincerà la sfida come sindaco la famiglia naturale sarà la "priorità assoluta del mio mandato". Sboarina ha ottenuto anche il sostengo di "Difendiamo i nostri figli", il comitato presieduto da Massimo Gandolfini. Domenica, dunque, sapremo se Sboarina romperà il muro del pensiero dominante su "gender" e agenda LGBT.

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2 COMMENTS

  1. Silvio tra un festino con
    Silvio tra un festino con luxuria, un’offerta con le olgettine, una dama bianca con valigia piena di droga al seguito e un agnello parificato ad un bambino e un patto con renzi che solo voi non vedete è proprio un modello e una sicurezza. Siete patetici.

  2. Celebriamo qui un “risultato”
    Celebriamo qui un “risultato” del quasi 30% del difensore della famiglia naturale, contro il 23% dlla candidata che sostiene le nozze gay. Avrei pensato 99% contro 1%.
    Mi trovo er caso sottomano un testo, dal quale estraggo alcuni brani a proposito del “suffragio universale” (cioè del voto di masse di subumani ignoranti ed anche a proposito dei “disinvolti” costumi sessuali:
    Estratto dal ca, X dei noti Protokollen:
    “Il suffragio universale, che creammo per farne lo strumento della nostra elevazione e al quale abituammo le più infime unità di tutti i membri dell’umanità mediante riunioni di gruppo, disimpegnerà il suo compito per esprimere l’unanime desiderio dell’umanità di conoscerci più da vicino.
    Perciò dobbiamo portare ogni persona al suffragio universale, senza destinzione di classe e di censo, al fine di stabilire il dispotismo della maggioranza, che non si può ottenere dalle classi censitárie intelligenti. Avendo così abituato tutta la gente all’idea del suo valore. Distruggeremo l’importanza della famiglia cristiana e del suo valore educativo. Lasceremo che sorgano individualità, che la moltitudine, guidata da noi, non permetterà che si faccia notare, e neppure che parli. La moltitudine si abituerà ad ascoltare soltanto noi, CHE GLI PAGHIAMO la sua obbedienza e la sua attenzione. In tal modo faremo del popolo una forza talmente cieca che potrà muoversi soltanto guidata dai nostri agenti….”.
    Ai piedi della statua del Gamberlé, il giudeo Gambetta, fondatore della terza repubblica in Francia si legge la scritta: “Le suffrage unoversel c’est noust”. Fernand Frien ne “La fine del capitalismo” definisce il suffragio universale: un’aritmetica astratta invece di personalità”.
    Notiamo come si è sviluppata nel mondo la lotta contro la famiglia con tutti i mezzi, dal divorzio al collettivismo di lusso, dalla coppia senza figli all’aborto. Per il comunismo giudaico, la famiglia è un concetto borghese. Nella città modello di Magnitogorski solo si ammettevano uomini e donne che vivessero secondo le dottrine bolsceviche. Non c’era vita di famiglia. Solo vita in comune. Perfino i dormitori erano comuni. Erano proibite le parole padre, madre, fratello eccetera. Era permesso persino l’incesto, gli esseri umani ridotti a una vera mandria. W. Gurian “le bolschevisme”

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