Vertice Ue sui migranti,  si cerca l’accordo con Turchia

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Vertice Ue sui migranti, si cerca l’accordo con Turchia

18 Marzo 2016

Nella sede del Consiglio a Bruxelles è in corso un incontro, tra il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, il presidente del Consiglio Ue Mark Rutte e il premier turco Ahmet Davutoglu.  

 

I leader dell’Ue hanno concordato nella notte i termini dell’accordo per la gestione dei flussi migratori da offrire al premier turco Ahmet Davutoglu. Stamani l’offerta di accordo verrà presentata a Davutoglu, per dare poi il via libera ai negoziati tra i capi di Stato e di governo europei per tentare di arrivare ad un’intesa. L’auspicio sarebbe quello di poter di rimandare profughi e migranti arrivati irregolarmente dalla Grecia in Turchia e fare in modo che i profughi siriani possano essere insediati nuovamente: un siriano insediato per ogni siriano riaccolto ad Ankara. 

 

"Sono sicuro che raggiungeremo gli obiettivi". È ottimista il primo ministro turco Ahmet Davutoglu, a Bruxelles per l’incontro con Donald Tusk, Jean Claude Juncker e Mark Rutte che presentaano la proposta delle Ue al governo turco. Davutoglu ha voluto precisare che l’offerta di Ankara per un accordo con l’Unione europea, volto a contenere il flusso di rifugiati, non ha nulla a che vedere con un "mercanteggiamento". "Per la Turchia – ha aggiunto Davutoglu – la questione dei rifugiati non ha a che fare con il mercanteggiamento, si tratta piuttosto di una questione di valori, di valori tanto umanitari che europei". 

 

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha detto che "i negoziati domani saranno tutt’altro che facili, ma tutti vogliono portare avanti trattative che producano risultati, in una atmosfera costruttiva. L’offerta che la Turchia ha messo sul tavolo  è uno strumento valido per affrontare la crisi dei migranti, ma ogni rifugiato dovrà essere valutato con una procedura individuale e per fare questo occorrono forze e personale. Per renderlo possibile, del personale dovrà essere mandato sulle isole greche, con il consenso della Grecia. Con l’aiuto dell’Ufficio di asilo europeo tutto questo verrà coordinato". 

 

Tecnicamente, i leader dovrebbero diffondere al termine dell’incontro una dichiarazione congiunta, se tutto andrà bene.  È importante, ha continuato il presidente transalpino, "che la Grecia abbia hotspot con le necessarie risorse per operare: forniremo esperti, dalla Commissione e dalla Frontex. I migranti e i rifugiati devono stare negli hotspot il tempo strettamente necessario. Sul ricollocamento dalla Grecia e sul reinsediamento dalla Turchia ci sono già piani approvati: la Francia rispetterà i suoi impegni. La Turchia, da parte sua, deve combattere i trafficanti, affinché non aumentino i flussi". 

 

Il presidente Hollande ha aggiunto: "Anche se capiamo la volontà della Turchia di difendersi dal terrorismo, non accetteremo alcun compromesso sui diritti umani e sulla libertà di stampa. Trovare un accordo tra i leader dell’Ue ha richiesto un po’ di tempo e di negoziati. Naturalmente, non posso garantire che ci sarà un risultato positivo. Ma lasciatemi essere franco: anche se avremo un accordo e se viene implementato, cosa che richiederà molte risorse, se non affrontiamo le radici del problema, cioè la situazione in Siria, ci saranno sempre profughi da quel Paese. E anche in Libia: se non torna la sicurezza in Libia, vedremo altre persone arrivare in Europa. Insomma, anche se ci sarà un accordo con la Turchia, non metterà fine" alla crisi dei migranti.

 

E poi il premier turco che al suo arrivo al palazzo del vertice Ue ha detto: "Oggi continueremo le consultazioni e sono sicuro che raggiungeremo i nostri obiettivi di aiutare i rifugiati e di rafforzare le relazioni Ue-Turchia".