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La denuncia degli imprenditori

«Vi spiego perché in Italia crollano così tanti ponti»

«Con le mie aziende non produco più ponti e non partecipo più ai lavori pubblici neppure per le scuole,» è una presa di posizione netta, senza sconti, ma che non nasconde una punta di amarezza quella di Massimo Ferrarese – politico e imprenditore nel campo delle costruzioni – quando gli chiediamo perché in Italia crollano così tanti ponti. Dal viadotto venuto giù a Fossano, dove un’auto dei carabinieri è stata schiacciata e gli agenti usciti miracolosamente illesi, al crollo sulla A14 che ha fatto due morti, a quello del cavalcavia di Annone in Brianza, un’altra vittima, l’elenco di incidenti, piccoli e grandi disastri specchio di una Italia senza sicurezza, si allunga, insieme alle segnalazioni e alle denunce fatte dai cittadini e dalle autorità locali sulla cattiva manutenzione di tante infrastrutture viarie. 

Ma perché imprenditori determinati come Ferrarese, in grado di eseguire lavori ben progettati, i ponti rinunciano a costruirli? «Non si può pensare di affidare lavori pubblici con il 40%, persino il 50% di ribasso d’asta,» su progetti e lavori, spiega Ferrarese che dirige anche INVIMIT, la Investimenti immobiliari italiani (società di gestione del risparmio del Ministero dell’Economia). «Il ribasso dei costi determina un effetto a cascata su tutta la filiera, dalla impresa appaltante ai subappaltatori, fino a fornitori e subfornitori; così ci sono imprese che non svolgono i lavori come dovrebbero, e del resto molte volte queste aziende non riescono neppure a coprire i costi». Un meccanismo perverso, insomma, che lascia aperti enormi problemi sul versante di prevenzione e sicurezza. Per non dire del costo aggiuntivo che le opere crollate rappresentano per lo Stato, che queste infrastrutture deve ricostruire. 

«Non si può lesinare sui materiali,» dice chiaro e tondo Ferrarese, «io non l’ho mai fatto e non sono disponibile a fare cose del genere, ecco perché con le mie imprese non costruisco più ponti». Non parliamo solo di infrastrutture viarie, «pensi alle scuole, non possiamo certo correre il rischio di far andare i nostri figli in edifici insicuri e pericolanti». Insomma i ponti in Italia crollano perché se lo Stato paga poco, male, e tardi, chi potrebbe realizzare opere sicure e durevoli, allora gli imprenditori onesti e che ci tengono alla qualità del loro lavoro tendono a fare un passo indietro, mentre chi partecipa e magari vince le gare con il massimo del ribasso, si trova poi a stringere la cinghia quando passa alla realizzazione dell’opera, aumentando i rischi di nuovi crolli.

Per evitare che altri nostri concittadini perdano la vita, bisogna dire basta alle gare con il massimo dei ribassi d’asta «e fare un censimento delle opere,» conclude Ferrarese, «verificare se il patrimonio infrastrutturale italiano attuale è in grado di reggere, capire quali sono le opere che possono durare nel tempo e quali invece vanno abbattute». Ragionamento che non fa una piega.

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12 COMMENTS

  1. risposta
    Mi dispiace contraddire ferrarese, io ho lavorato come operaio spec. nella costruzione di diversi ponti e viadotti, in molte Regioni Italiane. Questo tra gli anni 60/70/80 La mia esperienza diretta, nella costruzione di questi grandi ponti e strutture stradali,ed autostradali, mi ha dato la possibilità di capire oggi il vero motivo dei crolli. Il motivo dei crolli principalmente è per colpa della direzione lavori che durante la costruzione delle opere, chiudevano non solo un occhio, ma tutti e due e questo grazie alle favolose mazzette che percepivano mensilmente dalle imprese costruttrici. Nella mia modesta, ma lunga carriera di carpentiere ho potuto vedere delle cose criminali, al tempo ero un giovane operaio e non sapevo come denunciare, come comportarmi di fronte a questi criminali, ma oggi capisco benissimo i motivi veri, di questi crolli. Ferrarese non vuole le gare al ribasso, ma anche se le gare sono regolari, se non c’è un severo controllo sul rispetto dei capitolati di appalto e sulla effettiva esecuzione dei lavori a regola d’arte, il problema non si potrà risolvere!!

  2. caduta ponti
    La scoperta dell’acqua fresca. Solo i politici non si sono accorti in questi anni che ė dannoso fare le gare al massimo ribasso. Stessa cosa per gare consip e soresa inseguendo il mitico costo standard.

  3. considerazioni sulle gare pubbliche
    Il massimo ribasso è la negazione della trasparenza! Ribassi d’asta superiori al 20% comportano gestione del cantiere non conforme al progetto e portano l’impresa a glissare sull’esecuzione con tutte i possibili risparmi – anche sui materiali! Le conseguenze sono ovvie anche sulla durata!

  4. Gli imprenditori piangono
    1. vietare i subappalti
    2. come mai le imprese all estero e qui intendo i paesi oltre confine quotano e eseguono lavori al costo per km addirittura di meno del 20, 30, 40 % rispetto ai lavori eseguiti in Italia ? …

  5. Nei costi , anche il 10
    Nei costi , anche il 10 per cento di tangenti che pagate in nero fanno un onere per l’impresa di almeno il 20 per cento!!!!

  6. sono totalmente d’accordo.
    sono totalmente d’accordo. in più c’è la variabile tangenti , corruzione e concussione .

  7. Se facessero un controllo
    Se facessero un controllo SERIO di TUTTE le opere pubbliche, credo che ben poco resterebbe agibile.

  8. Quanto detto è corretto, ma
    Quanto detto è corretto, ma bisogna anche dire che diverse aziende che operano nelle costruzioni pubbliche lo fanno perché sono lavanderie di denaro sporco.
    Anni addietro lavoravo nel campo petrolifero ed avevo smesso di partecipare agli appalti pubblici perché esistevano aziende che lavoravano sottocosto. Erano state indagate, gli amministratori condannati per appoggio esterno alla Mafia ma continuavano a fare i lavandai, nonostante la legge preveda che in caso di condanna venga ritirata la concessione governativa al commercio.

  9. secondo me il problema di
    secondo me il problema di fondo dopo il ribasso sui prezzi e il buon senso che manca
    bisognerebbe chiamare solo Aziende specializzate e con i soldi per l’intero importo contrattuale e scadenze reali per finire il lavoro con premio qual’ora venisse ultimato prima
    cosi’ eliminiamo lavori extra e tangenti

  10. Ponti che cadono
    Sono un tecnico nel settore dei controlli e collaudi di costruzioni, non è del tutto vero quanto asserito dall’imprenditore, è vero i prezzi non possono essere al di sotto delle quotazioni di mercato altrimenti da qualche parte bisogna far uscire i costi e gli introiti dell impresa, ma il punto principale è che il collaudatore/direttore dei lavori devono essere seri ed onesti professionisti. Oramai ci sono tecniche ed indagini che chiaramente dicono se il materiale ha le giuste caratteristiche e se installato correttamente. Il problema è che la maggior parte dei collaudi si fanno a tavola…

  11. Infrastrutture
    Ferrarese ha perfettamente ragione, ma una domanda è lecita: come mai le grandi opere in Italia costano il doppio se non di più rispetto a quelle di altri paesi europei più industrializzati? La risposta si intuisce ma devono essere gli esperti a darla. Cantone potrebbe cantare meno e fare di più (su cose molto serie).

  12. Gare d’appalto ,ribassi
    Non si può continuare con il massimo ribasso .In questo modo nessuno riuscirà a garantire la qualità dei lavori .Da qualche parte nella filiera del lavoro ,si perderà qualcosa di importante . Un’altra cosa importante lo stato non può continuare a pagare ,come si diceva un tempo a babbo morto.Si uccidono le imprese ,e si perdono posti di lavoro.Quando cominceranno a svegliarsi . Questo continua ad essere uno stato latitante in tutto.

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