Via libera al Ddl sulle intercettazioni ma il centrosinistra promette battaglia
13 Giugno 2008
Via libera al disegno di legge sulle intercettazioni. Confermate le anticipazioni della vigilia. Niente decreto legge quindi, anche se come riferiscono i ministri che hanno partecipato al CdM, il premier ha ricordato che si trattava di "una promessa fatta agli elettori". Spetta quindi al Parlamento, il ruolo di decidere nel merito del provvedimento.
Saranno vietate le intercettazioni per reati le cui pene siano inferiori ai 10 anni anche se è prevista una deroga per i reati contro la pubblica amministrazione, come la corruzione e la concussione. Inoltre non ci saranno limitazioni per i casi riguardanti reati di mafia, di terrorismo e per quelli di grande allarme sociale.
In generale il ddl varato dal governo prevede che le intercettazioni non potranno durare più di tre mesi e dovranno essere decise da un tribunale. Non più quindi da un solo soggetto. Giro di vite, poi, nei confronti di chi pubblica le conversazioni coperte dal segreto istruttorio con la previsione del carcere da uno a tre anni (anche se ci sarà la possibilità di commutarli in sanzioni amministrative). Invece per i pubblici ufficiali colpevoli di violazioni saranno cinque gli anni di carcere previsti.
Questo in sintesi il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri che, come riferiscono gli stessi presenti, non ha incontrato resistente e perplessità. Anzi l’approvazione è avvenuta in modo unanime. Soddisfazione da parte del premier che ha rispedito al mittente le critiche mosse ieri da Walter Veltroni. Il Cav. ha spiegato, durante il CdM, che si tratta di "polemiche assurde". Posizione ribadita anche dal sottosegretario Paolo Bonaiuti che ha sottolineato: "Veltroni si attacca con le unghie" nel fare il suo mestiere di capo dell’opposizione.
Distante dalle polemiche anche il ministro della Giustizia, Angelino Alfano estensore del provvedimento, il quale ha chiarito come "era necessario intervenire fissando limiti, sanzioni e filtri alla divulgazione delle intercettazioni. Un sistema, quello delle intercettazioni, che è degenerato: troppo spesso la privacy dei cittadini è stata violata. Le norme da noi approvate si collocano nell’alveo delle regole europee fissate dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo".
Limitazioni all’abuso delle intercettazioni su cui si sofferma anche il vicario del gruppo al Senato del Pdl Gaetano Quagliariello il quale esorta: "L’Italia non diventi una nuova Ddr, dove la Stasi, la Polizia segreta politica, intercettava e controllava i cittadini. C’è la necessità di tutelare la vita privata dei cittadini anche se nessuno nega che le intercettazioni possano servire alle indagini".
Invece, per Alfano "l’assetto equilibrato a cui siamo arrivati sono convinto che porrà la magistratura in grado di continuare ad operare con efficacia, con la bella novità per i cittadini di vedere meglio tutelata la loro riservatezza e la loro privacy. La magistratura gode di ampi mezzi di indagine che già utilizza: non è corretto dire che i magistrati stanno tutto il giorno con le cuffie alle orecchie". Rassicurazioni che però non hanno tranquillizzato l’opposizione che continua ad attaccare il governo.
E’ soprattuto Italia dei Valori ad affondare i colpi con Antonio Di Pietro, secondo cui "questa storia delle intercettazioni così come presentata in Consiglio dei Ministri mi ricorda il comportamento di un violentatore di bambini che ci prova e una volta tanto non gli riesce. Ma le mani addosso gliele ha messe e non è riuscito a violentarlo per cause indipendenti dalla sua volontà".
Non meno duro il capogruppo alla Camera dell’Idv, Massimo Donadi, che accusa : "E’ un disegno di legge che prevede il carcere per magistrati e giornalisti e l’impunità per i criminali. Scompaiono del tutto i reati economici finanziari e societari. Questo significa che scandali come Parmalat, "i furbetti dei quartierino" e "clinica degli orrori" in Italia non si potranno scoprire mai più. Ci incateneremo in aula".
Critico anche il Pd che in una nota congiunta dei ministri ombra Minniti e Tenaglia evidenzia che anche se "nei reati che possono essere sottoposti ad intercettazione rientrano infatti anche i reati contro la pubblica amministrazione, ciò non è stato sufficiente ad impedire l’inserimento di norme sbagliate e pericolose che limitano comunque lo strumento di indagine e l’utilizzazione in altri processi del contenuto rilevante delle intercettazioni". I due ministri continuano quindi, dicendo che "tutelare la riservatezza dei cittadini ed evitare che i fatti privati vengano messi in piazza significa regolamentare in modo severo e rigido la segretezza e la diffusione delle intercettazioni e consentire alla magistratura di poter disporre le intercettazioni per tutti i reati di rilevante gravità. Considerare come in contrasto queste due esigenze è un errore di impostazione del ddl che il Pd si batterà per modificare in Parlamento".
Di carattere diverso, invece, la posizione dell’Udc, con Pierferdinando Casini che addirittura si dice disposto a continuare il dialogo con il governo soprattutto alla luce del ddl varato: "E’ molto importante che il Governo abbia cambiato l’impostazione originaria. Il dialogo in queste condizioni può andare avanti in Parlamento per arrivare a una soluzione".
Adesso infatti spetterà a Camera e Senato discutere nel merito del provvedimento con l’incognita di una dura opposizione ai limiti dell’ostruzionismo che minaccia di far slittare di molto i tempi per l’approvazione del ddl. Un’eventualità che da giorni preoccupa lo stesso Berlusconi.
