Via libera al Piano sociale: un nuovo inizio per la Regione
25 Marzo 2011
di Tobia Sticci
Via libera per il Piano sociale regionale. Il cerchio si è chiuso oggi all’Emiciclo. Un lavoro lungo e impegnativo, iniziato lo scorso agosto, con la presentazione del documento contenente le Linee Guida messe a punto dall’assessore alle Politiche sociali, Paolo Gatti e poi proseguito con l’approvazione in Giunta a dicembre. E ancora, il passaggio nelle commissioni, terminato il 16 marzo e l’approvazione. “Il testo è stato il frutto di un lungo e articolato confronto fra assessorato, parti sociali, rappresentanti degli enti locali, ambiti territoriali – ha spiegato l’assessore Gatti -. E soprattutto è stato sempre aperto ad eventuali apporti migliorativi”.
Per questo, al di là delle inevitabili voci fuori dal coro e delle strumentalizzazioni, c’è in Consiglio la consapevolezza di aver messo a punto un buon piano, o per dirla con le parole dell’assessore Gatti: “l’unico possibile”, soprattutto in considerazione delle risorse disponibili e dell’apertura dimostrata nei confronti dei rilievi dell’opposizione.
“Investiamo 88 milioni di euro nel prossimo triennio con alcuni spunti innovativi – ha proseguito l’Assessore Gatti – e vorrei aggiungere che la presentazione di soli tre emendamenti testimonia meglio di ogni altra parola il lavoro di confronto svolto in questi mesi. Mi ha fatto piacere il voto di astensione espresso da Udc e Api”.
Un punto non trascurabile quello legato alla copertura finanziaria, perché il momento congiunturale è complicato, la finanza regionale e locale ha risorse contingentate e la parola d’ordine in questi casi è concentrarsi sulle priorità. Nonostante tutto, il punto d’arrivo è stato un piano che segna una vera e propria evoluzione del welfare regionale. “Si superano le logiche di assistenzialismo e dipendenza – continua Gatti – con l’obiettivo di affermare strumenti più adeguati alle esigenze di assistenza e protezione delle persone”.
Al centro, dunque, c’è il cittadino mentre passano in secondo piano i sistemi di rappresentanza e mediazione. Un’inversione netta rispetto al passato sta anche nella capacità che dimostra questo Piano di far dialogare con il sociale anche la formazione, il lavoro, l’istruzione. Quello che ne viene fuori è dunque un piano per la prima volta “integrato”, in grado di andare incontro con incisività alle esigenze delle persone, delle famiglie e della società.
Ma l’innovazione più importante è senza dubbio rappresentata dall’utilizzo, per la prima volta, delle risorse del Fondo Sociale Europeo, (“a cui si sarebbe potuto attingere anche in passato – ha sottolineato Gatti – ma erroneamente non è stati mai fatto”) che consentirà senza dubbio di innalzare il livello di assistenza.
“E’ un piano coraggioso – è la conclusione dell’assessore Gatti – che mette al primo posto l’infanzia, gli anziani e i disabili. A questi ultimi, in particolare, abbiamo prestato grande attenzione, valorizzando il ruolo degli insegnanti di sostegno nelle scuole. E ancora, abbiamo cercato di individuare con precisione i livelli essenziali, i criteri di gestione dei servizi e delle strutture assistenziali”.
