Videosorveglianza. Nuove regole a tutela della privacy del cittadino

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Videosorveglianza. Nuove regole a tutela della privacy del cittadino

27 Aprile 2010

Nuove regole varate dall’Autorità Garante per la protezione dei dati personali per installare telecamere e sistemi di videosorveglianza da parte di soggetti pubblici o privati. E il periodo per adeguarsi è stato fissato, a seconda degli adempimenti, da un minimo di sei mesi ad un massimo di un anno.

Il provvedimento si è reso necessario – ha spiegato il Garante – non solo alla luce dell’aumento massiccio di sistemi di videosorveglianza ma anche in considerazione dei numerosi interventi legislativi adottati in materia: tra questi ad esempio, quelli più recenti che hanno attribuito ai sindaci e ai comuni specifiche competenze, in particolare in materia di sicurezza urbana.

Molti i passaggi del nuovo regolamento. I cittadini dovranno essere sempre informati della presenza delle telecamere con appositi cartelli ben visibili. Le immagini registrate potranno essere conservate per un tempo massimo di 24 ore, fatte salve speciali esigenze di ulteriore conservazione in relazione a indagini. Per attività particolarmente rischiose (per esempio le banche) è ammesso un tempo più ampio, che non può comunque superare la settimana. Per i sistemi che collegano telecamere tra soggetti diversi, sia pubblici che privati, o che consentono la fornitura di servizi di videosorveglianza "in remoto" da parte di società specializzate (società di vigilanza, Internet providers) mediante collegamento telematico ad un unico centro, sono obbligatorie specifiche misure di sicurezza al fine di evitare abusivi alle immagini.

E poi ancora: saranno obbligatori  i cartelli per la segnalazione dei sistemi elettronici di rilevamento delle infrazioni al codice della strada. Le telecamere devono riprendere solo la targa del veicolo e non il conducente o i passeggeri. Lecito l’utilizzo di telecamere per controllare discariche di sostanze pericolose ed "eco piazzole", per monitorare modalità del loro uso, tipologia dei rifiuti scaricati e orario di deposito. Stretta anche sulla videosorveglianza nei luoghi di lavoro: vietato il controllo a distanza dei lavoratori, sia all’interno degli edifici, sia in altri luoghi di prestazione del lavoro. Stop alla diffusione di immagini di persone malate mediante monitor quando questi sono collocati in locali accessibili al pubblico. È ammesso, nei casi indispensabili, come nei reparti di rianimazione, il monitoraggio da parte del personale sanitario.

Ammessa l’installazione di sistemi di videosorveglianza per la tutela contro gli atti vandalici negli istituti scolastici, con riprese delimitate alle sole aree interessate e solo negli orari di chiusura. A tutela delle persone e della proprietà, per evitare eventuali aggressioni, furti, rapine, danneggiamenti, atti di vandalismo, prevenzione incendi, si possono installare telecamere senza il consenso dei soggetti ripresi, ma è sempre sulla base delle prescrizioni indicate dal Garante.