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Vigilia Brexit, mercati in leggero rialzo. Intanto Draghi e Yellen fanno scudo sulla Brexit

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Gli indici di borsa americani hanno terminato in leggerissimo rialzo la seduta di ieri, caratterizzata da un leggero ottimismo su Brexit e dalla riconferma di una strategia cauta da parte della Federal Reserve.

Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,14% a 17.829 punti, il Nasdaq altrettanto a quota 4.843 e lo Standard & Poor's 500 lo 0,27% a 2.088 punti. Tra i titoli in evidenza quello di Microsoft, salito del 2,2%.

Il presidente della Fed, Janet Yellen, riferisce al Comitato dei servizi finanziari sulla salute dell'economia americana. Già ieri, nel primo di due giorni di audizioni parlamentari su economia e politica monetaria, Yellen ha difeso una posizione accomodante a sostegno della crescita, definita tuttora "appropriata" davanti alle incertezze vissute dalla ripresa e al rischio di un'uscita della Gran Bretagna dall'Ue come conseguenza del voto al referendum di giovedì.

I mercati europei aprono in cauto rialzo: Milano segna +0,2%, Parigi e Fancoforte sono più convinte a +0,7% e Londra sale di mezzo punto percentuale. Chiusura in flessione per la Borsa di Tokyo. L'indice Nikkei, al termine delle contrattazioni, ha registrato una perdita dello 0,64% a quota 16.065. In terreno positivo, invece, sia Shanghai che Hong Kong, entrambe intorno al +0,7%.

La giornata attende tre importanti dati: l'indice dei prezzi delle case; le vendite di case esistenti negli Stati Uniti e la fiducia dei consumatori nell'Eurozona. Oggi le banche europee possono inoltrare alla Bce le richieste di accesso alla prima delle nuove aste di liquidità a tasso zero.

Lo spread tra Btp e Bund si aggira sotto 140 punti base, con il titolo decennale italiano che rende l'1,45% sul mercato secondario. L'euro è in rialzo sul dollaro, ma in calo rispetto allo yen stamane in avvio di giornata. La moneta unica viene scambiata a 1,1256 dollari e 117,66 yen.

Chiusura in rialzo minimo, ieri sera, per la Borsa di Wall Street dove l'indice Dow Jones ha terminato gli scambi a 17.829 punti (+0,14%) e il Nasdaq a 4.843 punti (+0,14%). A sostenere le quotazioni ci ha pensato l'andamento del petrolio, con il Wti che al Nymex si è portato sopra 50 dollari al barile. Il Brent tratta invece a 51 dollari. Leggera flessione per l'oro, che ha ripiegato sotto 1.270 dollari l'oncia.

Il rischio di Brexit è tuttavia troppo grande per poter essere ignorato. Secondo Valentijn van Nieuwenhuijzen, responsabile multi asset di NN Investment Partners “l’azionario europeo e quello Uk potrebbero perdere fino al 10% e i rendimenti dei titoli di Stato dei Paesi core Europe potrebbero scendere ulteriormente”, anche se è molto difficile fare una stima precisa delle possibili conseguenze economiche di un’uscita del Regno Unito dalla Ue, poiché diverranno più chiare solo nel lungo periodo.

Al contrario, un voto a favore della permanenza “sarà probabilmente seguito da un rally sui mercati, legato a una sensazione di sollievo, e da un’inversione di tendenza negli investimenti in beni rifugio” conclude il gestore di NN Investment Partners. 

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