Vincere le elezioni tra strategia della pensione e ministeri in ogni città

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Vincere le elezioni tra strategia della pensione e ministeri in ogni città

23 Maggio 2011

A Roma è cominciata la querelle dei ministeri. Un deputato, al margine di una seduta parlamentare, ha dichiarato: ogni dicastero sarà spostato nella città natale del suo ministro, anche nei casi di villaggi o comunità montane. In questo modo la maggioranza di governo pensa di recuperare radicamento sul territorio, portando finalmente il ministro dell’agricoltura direttamente tra le barbabietole. E quello delle riforme, una volta per tutte, lì dove è nato: in riformatorio.

Ma ci sono voci di riforme ancora più radicale, provenienti dall’Economia: mettere al bando i ministeri tra le regioni, per far cassa e rassicurare i mercati. Per affrontare la prossima tornata elettorale si pensa poi ad introdurre una novità decisiva: la sanatoria delle multe per tutti i cittadini che potranno dimostrare almeno 3/4 di ascendenza padana. Tutti gli altri, soggetti criminogeni di evidente carattere recidivo, dovranno continuare a pagare.

Con queste e altre misure di simile portata il governo pensa di ristabilire l’incresciosa situazione elettorale verificatasi nel Nord del paese. A Milano, l’inattesa vittoria al primo turno di un teppista di matrice comunista preoccupa molto i moderati. Pensionati di destra e di sinistra hanno cominciato ad affrontarsi con violenza tra le strade della città. Qualcuno ha già gridato contro tentativi occulti di turbare l’ordine democratico: è la Strategia della pensione.

Un ministro autorevole e leader della corrente settentrionalista ha svolto un ragionamento pacato e semplice: "Con quello lì ci tagliamo le balle". A questo punto, dopo incertezze durante vent’anni, tutti gli osservatori sono sicuri: il suddetto ministro punta a diventare presidente dell’Accademia della Crusca.

(Andrea Bellantone)