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Strage di Primavalle

Virgilio e Stefano Mattei: vittime giovani ed innocenti dell’odio politico

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È apparentemente una tranquilla notte romana primaverile quella del 16 aprile 1973, di quelle fresche e limpide. La famiglia Mattei, residente nel quartiere popolare di Primavalle, dorme ignara della tragedia che la colpirà di lì a poco: verso le tre, infatti, tre militanti di Potere Operaio – organizzazione extraparlamentare di sinistra – tentano di dare fuoco alla porta di casa della famiglia, versando cinque litri di benzina sotto l’ingresso del loro appartamento. Il terribile gesto doveva solo servire ad intimidire Mario Mattei, netturbino e segretario del Movimento Sociale Italiano della sezione Giarabub di Primavalle. Come era prevedibile, però, la minaccia si trasforma in disgrazia, nel giro di mezz’ora: Virgilio Mattei di 22 anni e il fratellino Stefano di 8, non riuscendo a mettersi in salvo insieme al resto della famiglia, muoiono bruciati vivi nell’appartamento. Il dramma si consuma davanti alla folla che si è radunata nei pressi dell’abitazione, la quale assiste alla morte dei due. I corpi carbonizzati vengono trovati dai vigili del fuoco stretti in un abbraccio.

Per il fatto vengono condannati Achille Lollo, Mario Clavo e Manlio Grillo, i quali, però, non sconteranno mai la pena definitiva che viene loro inflitta

A questo si aggiunge una vergognosa – oggi si può dire – campagna innocentista per i tre imputati portata avanti da politici e da intellettuali della sinistra di quel periodo, tra i quali, come evidenziato anche da Il Giornale nel 2016, spiccano i nomi di Dario Fo e di sua moglie Franca Rame.

Dunque, per quanto detto sopra, oggi è un dovere morale e civico ricordare non solo due giovanissime vite spezzate, ma anche la grottesca e triste “controinchiesta” derivata da questa vicenda. È probabilmente per questa ragione che Federico Guidi, coordinatore di Fratelli D’Italia del Municipio XIV, ha dichiarato nella giornata di oggi: “niente e nessuno potrà impedirci di continuare a chiedere quella giustizia che ancora manca e a ricordare ogni anno, nel loro territorio, nella loro Primavalle, Stefano e Virgilio Mattei, uccisi dall’odio comunista, martiri per la libertà, caduti per l’Italia”.

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