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Viva la Preside di Napoli che si è ribellata agli Lsu

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Al dirigente scolastico Angela Palomba della scuola Marconi di Pozzuoli andrebbe fatta una statua. I lavoratori socialmente utili, Lsu, occupano la scuola, bloccano le lezioni e la attività didattica e protestano. Lei non si perde d'animo e riesce a entrare nella scuola da una entrata secondaria, per poi barricarsi nel suo ufficio e chiudere i cancelli della scuola. Gli Lsu restano tagliati fuori dalla struttura. Davanti alla scuola anche le famiglie degli studenti e la polizia che monitora la situazione: "Non voglio creare nessun caso, ma rivendico il mio diritto a lavorare. La scuola non può essere paralizzata da una protesta che viene condotta con forme sbagliate e nel momento sbagliato, considerata anche la crisi di Governo e l’assenza di interlocutori a Roma", ha detto la preside, presa a male parole dai manifestanti. "Ho provato a farli ragionare, in fin dei conti sono persone con le quali abbiamo lavorato a stretto contatto fino a pochi giorni fa, ma non mi hanno consentito neppure di far arrivare un caffè, tantomeno di far entrare i miei collaboratori dei quali ci sarebbe un gran bisogno per ultimare gli adempimenti d’ufficio urgenti che abbiamo di fronte, relativi agli scrutini, alla contabilità ed a tanti altri aspetti". E ancora "Capisco il disagio di chi perde il lavoro, rispetto il problema di queste famiglie. Ma la soluzione non è l’interruzione di pubblico servizio, non è quella di danneggiare gli studenti e la scuola: bisognerebbe sedersi intorno a un tavolo e ragionare su quella che è una vertenza nazionale". In Campania sono 70 le scuole occupate dagli ex Lsu, 2.600 persone che protestano per riottenere il proprio contratto di lavoro. Evidentemente nel modo sbagliato, secondo Palomba, e noi con lei.

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