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Vulcano Islanda: blocco voli in Irlanda e Scozia

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Il vulcano sotto il ghiacciaio Eyjafjallajokull che il mese scorso ha bloccato i cieli d'Europa continua a eruttare cenere e, per il secondo giorno consecutivo, ha creato problemi al traffico aereo nella parte occidentale della Gran Bretagna. Lo spazio aereo in Irlanda, Irlanda del Nord e Scozia è stato parzialmente bloccato.

Ad essere colpito è stato soprattutto l'aeroporto della capitale irlandese, Dublino, dove tutti i voli sono stati soppressi fino alle 3 Gmt di domani, (le cinque del mattino in Italia). Per altri scali irlandesi, l'autorità aeronautica Iaa ha disposto blocchi in maniera diversificata. Anche ieri erano stati cancellati voli nella maggior parte del Paese per diverse ore. Dal canto suo l'autorità britannica (la Caa) ha bloccato lo spazio aereo scozzese e dell'Irlanda del Nord fino alle 20 di oggi.

Un portavoce della Baa si è detto "molto fiducioso" che la nube di cenere si sposti verso l'Atlantico liberando domani "tutto lo spazio aereo britannico". Secondo una stima diffusa in mattinata da Eurocontrol, l'organismo europeo per il controllo del traffico aereo, sono circa 300 i voli bloccati oggi sui 29.000 in circolazione. "L'eruzione è sempre continuata in questi giorni - spiega un esperto dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Piergiorgio Scarlato - le variazioni nella tipologia rientrano nella normalità. Dopo la fase esplosiva che ha creato la prima nube c'è stata una fase eruttiva, e negli ultimi due giorni sono riprese le esplosioni con una colonna di fumo che ha raggiunto i 6 km. I venti l'hanno spinta verso il continente, e questo ha determinato i problemi". Oltre ai vulcanologi, c'è anche chi riferisce in maniera ironica sull'attività del vulcano e dei blocchi dello spazio aereo attraverso un canale su Twitter in cui "La nube di cenere" (theashcloud) 'parla’ - in prima persona - ad un seguito di quasi seimila utenti. Dopo una pausa iniziata il 26 aprile, il canale ha ripreso a inviare segnali da ieri.

La fuoriuscita di cenere, notano vulcanologi islandesi, resta comunque ad un livello molto inferiore a quello registrato nella fase critica dell'eruzione il mese scorso, quando il traffico aereo del continente era stato bloccato per sei giorni per evitare che la cenere, entrando nei motori dei velivoli, causasse incidenti: furono cancellati circa centomila voli e più di otto milioni di passeggeri rimasero a terra. Miliardari i costi per le compagnie aeree europee, stimati in 1,5-2,5 miliardi di euro dalla Commissione Ue.

 

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