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Vulcano Islanda. Eruzione del secondo vulcano ma da domani si torna a volare

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Dopo l’Eyjafjoell, che ha messo in ginocchio i trasporti aerei da cinque giorni, un secondo vulcano islandese, l’Hekla, ha iniziato ad eruttare. Una esperta di geofisica islandese ha fatto sapere che l’eruzione e la colonna di ceneri sono "nettamente diminuite" rispetto a mercoledì scorso. 

Il servizio meteorologico islandese ha rilevato che nelle ultime ore si sta sviluppando una eruzione lavica con una scarsa presenza di acqua. Un fenomeno che ha avuto come conseguenza immediata un sensibile calo di produzione della cenere. Ciò vuol dire che dal cratere non verrebbe più prodotto quel vapore a grande pressione in grado di sbriciolare il materiale vulcanico creando la nube che ha provocato tanti disagi al trasporto aereo. Grazie a questa colata di lava, la colonna di fumo prodotta dal vulcano è diminuita sensibilmente.

ei giorni scorsi aveva raggiunto gli 8-10 chilometri di altezza, con picchi anche di 11 km. Ora invece si trova a circa 3-4 chilometri. E questa potrebbe essere una buona notizia per l'Europa, visto che una nube così bassa non dovrebbe incontrare i forti venti di alta quota e difficilmente potrà andare molto lontano. Ma potrebbe non essere una buona notizia per Reykjavik dove si comincia a temere, se i venti dovessero cambiare, una caduta di cenere sulla testa.

Intanto protestano le compagnie aeree che hanno espresso la loro "insoddisfazione" sulla gestione della crisi causata dalle ceneri islandesi e reclamano una decisione fondata sui "fatti". A Bruxelles è stata però raggiunta un'intesa tra i ministri per tornare a volare. L'accordo raggiunto dai ministri dei Trasporti degli stati membri Ue sulla revisioni dei divieti di volo in Europa entrerà in vigore domani mattina alle 8. A dirlo è stato il commissario europeo ai Trasporti Siim Kallas, in una conferenza stampa a Bruxelles. Kallas ha spiegato che "da domani ci saranno molti più voli".

Alla base dell'intesa, a quanto si è appreso, c'è la suddivisione dello spazio aereo in tre zone: quella ad alto rischio, off-limits per i voli; quella dove sono presenti polveri o ceneri, che dovrebbero essere classificate - e quindi essere aperte o chiuse al traffico - in base a dati scientifici; quelle completamente aperte al traffico aereo perchè prive di alcuna traccia di polveri. La revisione delle restrizioni, hanno sottolineato fonti europee, avverrà comunque e sempre nel rispetto del principio della sicurezza.

Da domani riprenderà parzialmente il traffico aereo in Francia, da 5 giorni paralizzato, come in gran parte dell'Europa, dalla nuvola di cenere del vulcano islandese. È stato lo stesso primo ministro Francois Fillon ad annunciare che da domani alle 8 del mattino saranno aperti dei "corridoi aerei" che permetteranno i collegamenti tra Parigi e gli aeroporti del sud del Paese. Decisa anche la riapertura parziale degli aeroporti a nord della linea Nates-Nizza.

Nel nostro Paese, nella giornata di oggi e solo nell'aeroporto di Fiumicino sono stati 360 i voli cancellati. Secondo quanto si e appreso da fonti aeroportuali in particolare sono 180 i collegamenti soppressi in arrivo e altrettanti quelli in partenza. Sono stati 35, invece, i voli speciali, ovvero non programmati, che diverse compagnie aeree di linea hanno organizzato per consentire il rientro dei viaggiatori bloccati.

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