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Welfare, consiglio dei ministri in serata

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Il Consiglio dei ministri si riunirà questa sera alle 19, dopo l'accordo con le parti sociali raggiunto nel pomeriggio a palazzo Chigi, sulla trasposizione in un disegno di legge dell’accordo stretto in luglio su lavoro e previdenza in seguito alle critiche di sindacati e Confindustria al testo licenziato dal governo venerdì scorso.

La nota del governo dice che il Consiglio dei ministri è chiamato ad esaminare "il testo definitivo" del ddl.

La conclusione della laboriosa trattativa era stata anticipata in mattinata dal ministro del Lavoro Cesare Damiano, il quale si era così espresso "La giornata di oggi può essere quella in cui si arriva a un chiarimento. Abbiamo risolto tutte le tematiche previdenziali. C'è ancora qualche discussione in corso sul mercato del lavoro”.

Il ministro aveva detto che il ddl, sul quale incombono le critiche della sinistra radicale, sarà presentato alla Camera e ha negato che da parte di Confindustria ci sia la volontà di rompere il tavolo, come suggerito da alcuni giornali.

Al Consiglio dei ministri della scorsa settimana il testo era passato con l'astensione del ministro della Solidarietà sociale di Rifondazione comunista Paolo Ferrero e di quello dei Trasporti dei Comunisti italiani Alessandro Bianchi.

Anche Romano Prodi aveva confermato in mattinata le trattative per giungere ad una soluzione positiva. “Si lavora”, si era limitato a dire a margine di un incontro con i volontari del Focsiv dove è arrivato in ritardo proprio perché occupato in una serie di riunioni e contatti con Confindustria e sindacati.

A quanto riferiscono fonti sindacali, il tema rimasto aperto fino all'ultimo è stato quello sulla possibilità di reiterare i contratti a termine dopo 36 mesi. Il protocollo dice che oltre questo termine ogni successivo contratto dovrà essere stipulato presso la Direzione provinciale competente.

Per i sindacati questa dizione va intesa nel senso che ci può essere una sola deroga. I rappresentanti dei lavoratori chiedono anche maggiore chiarezza sul fronte delle sanzioni, ossia su cosa succede qualora la procedura non venga rispettata e ritengono che in caso di violazioni il nuovo contratto dovrebbe considerarsi a tempo indeterminato.

“Il senso che abbiamo inteso dare all'accordo è di cercare di fermare la spirale dei rinnovi infiniti dei contratti a termine con il semplice rispetto dei 20 giorni di interruzione”, ha spiegato Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl.

Il governo ha invece raggiunto un accordo con Confindustria per escludere dal provvedimento i lavoratori stagionali (come quelli impegnati nel turismo).

“Sui contratti a termine il governo deve fare uno sforzo in più e sono fiducioso che lo facciano. Dopo la grande vittoria dei Sì al referendum tra i lavoratori non potremmo certo tacere. Domani abbiamo i tre esecutivi unitari e prenderemmo delle iniziative", aveva aggiunto Santini.

Quanto alla parte previdenziale, il segretario generale aggiunto della Cisl, Pier Paolo Baretta, ha detto che "è stato confermato l'impegno verso politiche finalizzate alla realizzazione per i giovani di una copertura previdenziale non inferiore al 60%. E' stato superato il tetto dei 5.000 lavoratori impegnati in lavori usuranti che possono andare in pensione in anticipo, ed è stato inoltre ristabilito il principio che l'aumento dello 0,09 per cento dei contributi sia successivo alla presentazione di un piano di riorganizzazione e di risparmio degli enti previdenziali”.

Con un apposito decreto il ministro del Lavoro attiverà il tavolo per la rivalutazione delle pensioni, e già dalla prossima settimana si avvierà un confronto per discutere del cumulo e del suo superamento.

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