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14 Giugno 2011

Eccola la nuova Italia, già la si intravede all’orizzonte, i sorrisi nelle piazze, i vento che cambia, il popolo del quorum in festa: tutto cambia, un nuovo avvenire s’avvera. Da domani le ruspe abbatteranno quelle terribili centrali nucleari che avvelenavano la nostra aria e il nostro futuro: come dicono i manifesti dei Comitati: l’Italia esce dal nucelare! Evviva, era ora. Basta scorie, basta rischi di fughe o di meltdown, vogliamo essere in prima fila con mazzi di fiori e canzoni quando i primi picconi si accaniranno contro le odiate centrali atomiche sparse per la  nostra amata Italia.

Eppoi eccola finalmente, sorella acqua che torna pubblica. Già da domani, col risultato del referendum pubblicato in Gazzetta Ufficiale e come dicono ancora i festosi manifesti dei Comitati, l’acqua sarà di nuovo un bene pubblico. Si proceda in fretta ad espropiare le multinazionali e le aziende italiane che detenevano i diritti di sfruttamento di laghi, fiumi e fonti. Da domani tutti i cittadini, con i loro orci, con i secchi, con semplici bicchieri, le donne con le loro otri e gli uomini con le botti, tutti insieme potranno tornare ad attingere tutta l’acqua che vogliono, buona, fresca e sorgiva come il cielo ce l’ha donata. Basta con i profitti sull’acqua, si rescindano tutti i c0ntratti di proprietà: l’acqua da domani è di tutti.

E che meraviglia la notizia che i Comitati già oggi festeggiano: da domani la giustizia è uguale per tutti. Per il povero come il ricco, per l’umile e per il potente, per il politico e per il cittadino comune. La dea con la bilancia in mano sarà costretta a mettersi la benda e a non guardare più in faccia a nessuno. Che fantastica e incredibile rivoluzione, e pensare che è bastato solo un piccolo sì scritto a matita per far tornare la G maiuscola sulla nostra giustizia. Basta storture, basta privilegi, basta lussuosi collegi di avvocati, principi del foro a tariffa oraria, basta giudici corrotti, basta processi mediatici, basta tempi biblici. Evviva il referendum e il suo verdetto: la Giustizia è uguale per tutti. Come abbiamo fatto a non pensarci prima.

Che meraviglioso paese è il nostro. La democrazia diretta trionfa, tutto cambia, il sole risplende, il vento gira, il mondo è bello.