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Wiesel ci spiega perché Mastella ha perso una buona occasione

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A volte succede che i fatti si incarichino di confermare le opinioni. Qui a Magna Carta si era seguito con un certo interesse il tentativo del ministro Mastella di prevedere la punibilità penale per chi nega la realtà dell’Olocausto. Avevamo anche sommessamente polemizzato con il fior fiore degli storici italiani, timorosi, insieme ad altri, che una simile iniziativa legislativa ledesse il diritto d’opinione. C’era parso infatti che, nel mettere in dubbio l’esistenza dello sterminio programmato degli ebrei da parte del nazismo, non fossero tanto in gioco le opinioni quanto manovre un po’ più pericolose. Le cose sono poi finite come spesso finiscono nell’Italia prodiana: grandi annunci partoriscono miseri risultati.

Oggi però i giornali riportano la notizia del tentato rapimento del premio Nobel Elie Wiesel da parte di un fanatico negazionista americano. E’ interessante quello che Wiesel stesso dice dell’accaduto: “Fino a oggi hanno usato le parole contro me, ora sono passati alla violenza. Di questo dovranno tener conto anche i legislatori degli Stati Uniti, dove, qualsiasi idea, anche la più aberrante è protetta dal primo emendamento alla costituzione. Il mio incidente illustra un trend mondiale: se non si agisce contro questi individui, la società finirà per incoraggiarli a fare le stesse cose. I negazionisti sono animati dall’odio verso tutti coloro che parlano a nome della memoria e il loro numero sta crescendo a vista d’occhio”.

Non c’è dunque solo Ahmadinejad e le sue folli minacce atomiche a giustificare un provvedimento repressivo contro il negazionismo: Wiesel denuncia come l’accondiscendenza e l’impunità stiano alimentando un fenomeno che si mostra sempre più arrogante e violento anche in occidente.

“Purtoppo la Terra sta diventando un posto molto pericoloso – conclude amaramente Wiesel – e anche in America non si può più stare al sicuro”.

Se Mastella avesse avuto un po’ più di coraggio oggi l’Italia sarebbe un posto dove si dava più filo da torcere ai negatori dell’olocausto e a più protezione ai difensori della sua memoria.

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