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Wikileaks. Assange annuncia attacchi hacker a Visa, Mastercard e Paypal

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Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, ha attaccato Visa, Mastercard e Paypal per aver bloccato i versamenti di fondi verso la sua società. Lo annuncia un comunicato reso noto a Londra emesso dal carcere nel quale Assange è rinchiuso.

I 3 siti internet delle società che emettono carte di credito e permettono pagamenti sicuri online erano stati oggetto di attacchi di hacker pro Assange dopo che avevano bloccato i bonifici che donatori di tutto il mondo versavano via internet a Wikileaks.

"Ormai sappiamo che Visa, Mastercard e PayPal sono strumenti della politica estera americana, qualcosa che finora ignoravamo" afferma Assange nel comunicato dettato a sua madre Christine che l'ha posto all'attenzione della tv Channel 7.

I pirati di Anonymous, dopo aver sabotato i tre siti, hanno anche minacciato di agire contro i siti del sistema giudiziario britannico se Assange sarà estradato in Svezia dalla Gran Bretagna, dove si trova rinchiuso. Cinque giorni fa Paypal che assicura i pagamenti via Web, aveva riattivato il contro legato a Wikileaks, sbloccandone i fondi disponibili, ma precisando che la società di Assange non potrà ricevere nuovi versamenti fino a nuovo ordine. Assange, che si è consegnato alle autorità britanniche il 7 dicembre torna oggi in aula a Londra.

Intanto, il padre di Wikileaks ha fatto appello "al mondo perché protegga il mio lavoro e i miei cari da questi atti illegali e immorali". "Le mie convinzioni non si indeboliscono. Resto fedele agli ideali che ho espresso... le circostanze attuali non le intaccano. Al contrario, hanno accresciuto la mia determinazione" e la convinzione che questi ideali "sono veri e corretti", afferma il fondatore di Wikileaks.

Il comunicato, nel quale Assange attacca i siti di carte di credito e pagamenti online Visa, Mastercard e PayPal, è stato dettato telefonicamente alla madre che si è recata a Londra ma non ha potuto incontrarlo limitandosi a parlarci al telefono per 10 minuti. Assange ha detto a sua madre di essere detenuto in isolamento nell'attesa di una decisione sulla sua estradizione in Svezia dove è accusato di aggressione sessuale nei confronti di due donne.

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