Wikileaks. Assange: “File riguardano le maggiori questioni mondiali”

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Wikileaks. Assange: “File riguardano le maggiori questioni mondiali”

28 Novembre 2010

"I documenti che stiamo per pubblicare riguardano essenzialmente tutta le maggiori questioni in ogni Paese del mondo". Lo afferma – riporta l’agenzia Bloomberg – il fondatore di Wikileaks, Julian Assange.

Il fondatore di Wikileaks è intervenuto in video alla terza conferenza annuale di giornalisti investigativi arabi (Arij), ad Amman, spiegando di non essere andato di persona perché "la Giordania non è il paese più sicuro quando si ha la Cia alle calcagna".

"Nell’ultimo mese ho speso tutte le mie energie per preparare la pubblicazione della storia diplomatica degli Usa – ha aggiunto l’hacker australiano – e abbiamo visto come gli Stati Uniti hanno cercato di disarmare i possibili effetti che questi file avranno".

Fra poche ore è prevista la pubblicazione di migliaia di documenti: alle 22.30 ora italiana i quotidiani che hanno avuto copia dei file, quali The New York Times, The Guardian, El Pais e Der Spiegel, dovrebbero mettere online le proprie analisi sulla documentazione.

Ma già sono trapelati i primi dettagli concreti con la pubblicazione temporanea – e per errore – di un articolo dello Spiegel, poi scomparso dalla rete. Secondo il settimanale tedesco saranno diffusi 251.287 cosiddetti "cablogrammi diplomatici" inviati al Dipartimento di Stato dalle ambasciate, dai consolati e dalle rappresentanze diplomatiche americane in tutto il mondo, oltre a 8mila direttive del ministero degli Esteri Usa alle sedi diplomatiche in tutto il mondo. Sarebbero tuttavia solo 4.330 i documenti "esplosivi". E c’è anche un’ultim’ora: l’edizione speciale del settimanale tedesco Der Spiegel con le rivelazioni di Wikileaks sarebbe già in vendita nelle edicole di Basilea, in Svizzera. Lo afferma un internauta francese su Twitter e la notizia è riportata dal sito http://owni.fr/. I documenti coprirebbero un periodo che va dal dicembre 1966 al febbraio 2010.

I file conterrebbero anche critiche mosse dai diplomatici statunitensi a Nelson Mandela e Hamid Karzai. Secondo quanto scrive il domenicale britannico Mail On Sunday, l’ex presidente sudafricano sarebbe finito nel mirino dei diplomatici per il suo scontro con George Bush quando questi decise di invadere l’Iraq. Mandela lo accusò di essere razzista, dichiarando che il presidente Usa aveva ignorato le richieste delle Nazioni Unite perché il suo segretario generale all’epoca, Kofi Annan, era nero. Mandela all’epoca aveva anche attaccato l’allora premier britannico Tony Blair, definendolo "il ministro degli Esteri degli Usa". Tra gli altri leader mondiali che in passato si sono scontrati con gli Stati Uniti e che potrebbero essere stai oggetto di commenti negativi negli scambi diplomatici ottenuti da Wikileaks – che risalirebbero al periodo tra gennaio 2006 e dicembre 2009 – vi sono anche Hamid Karzai, il colonnello Gheddafi e Robert Mugabe. Secondo il domenicale tra i circa 800 messaggi dell’ambasciata americana a Londra ve ne sarebbero alcuni decisamente critici nei confronti di Gordon Brown e del governo laburista.

Il governo di Londra teme che le rivelazioni possano infiammare gli animi degli islamici e ha avvertito i suoi cittadini che vivono in Pakistan, Iraq, Iran e altre parti del mondo che potrebbero essere presi di mira. Secondo il Sunday Times alcune delle comunicazioni tra l’ambasciata americana a Londra e Washington potrebbero mettere a rischio la speciale relazione tra gli Usa e la Gran Bretagna gettando luce sull’opinione che i diplomatici statunitensi hanno di David Cameron, del suo vice Nick Clegg e del predecessore Gordon Brown. Fonti vicine al governo sostengono tuttavia che ad essere dannose potrebbero essere soprattutto le candide opinioni espresse dai britannici circa alcune figure chiave del mondo islamico: "La preoccupazione del governo è che alcune delle comunicazioni diplomatiche possano contenere certe frasi critiche di alcuni luoghi importanti, pronunciate o dagli Usa o da noi, a causa delle quali la Gran Bretagna potrebbe essere dipinta come un alleato del ‘Grande Satana’ nell’attacco all’Islam" ha dichiarato una fonte ministeriale.

Trema anche la Polonia: i documenti che riguardano Varsavia conterrebbero delicate rivelazioni sui retroscena dell’accordo Usa-Polonia sullo scudo antimissile, un dossier che ha creato parecchie tensioni con la Russia. Il portavoce del ministro degli Esteri polacco Martin Bosacki ha spiegato che una larga parte dei file riguarda le trattative sul sistema di difesa che l’amministrazione Bush stava negoziando in proprio con Varsavia, escludendo gli altri partner Nato. Il controverso progetto è stato poi abbandonato dalla nuova amministrazione Obama, che lo trasformò in un sistema di difesa comune a cui parteciperà anche la Russia. In Israele, la televisione commerciale Canale 2 ha sostituito i programmi della tarda serata con una trasmissione speciale in cui, a partire dalle ore 23.30 locali (le 22.30 in Italia) accompagnerà in diretta la divulgazione dei documenti del Dipartimento di Stato. Il quotidiano Yediot Ahronot prevede che "infliggeranno un duro colpo ad Israele".