Wikileaks. Commissione Onu chiede indagini a Iraq e Usa

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Wikileaks. Commissione Onu chiede indagini a Iraq e Usa

27 Ottobre 2010

L’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani Navi Pillay ha chiesto a Washington e Baghdad di indagare sulle accuse di torture emerse dai documenti riservati del Pentagono sulla guerra in Iraq diffusi dal sito WikiLeaks. In un comunicato pubblicato sul sito dell’Onu, La Pillay sottolinea che secondo i documenti gli americani hanno continuato a consegnare prigionieri agli iracheni pur sapendo che questi praticavano la tortura.

Secondo la Pillay i documenti denunciano gravi violazioni delle leggi internazionali a protezione dei diritti umani e indicano come molti civili siano stati uccisi in maniera sommaria. Al momento l’Iraq non ha ratificato la sua adesione alla Convenzione contro la tortura e quindi i funzionari dell’Onu non possono esigere di ispezionare le carceri del Paese.

Dopo le ultime rivelazioni sul conflitto in Iraq diffuse da Wikileaks, il movimento sciita Hezbollah ha poi denunciato "tutti i crimini terroristici commessi dalle forze d’occupazione americane in Iraq", le "pratiche delle truppe americane contro i civili iracheni e la violazione dei diritti della popolazione irachena".

In una nota il gruppo sottolinea come "tutte le leggi internazionali e gli accordi ritengano le forze di occupazione responsabili per quel che accade nei territori che occupano". Hezbollah, auspicando che vengano processati i responsabili di "questi crimini", invita le Nazioni Unite a punire i responsabili delle "brutalità" commesse contro i civili iracheni. "Ci chiediamo se questo sia abbastanza per l’Onu e per il suo segretario generale Ban Ki-moon – si legge nel comunicato – per svegliarsi e per avviare un’indagine reale sugli orribili crimini commessi contro la popolazione irachena oppressa dall’inizio dell’occupazione sino ad oggi".