WikiLeaks. Usa cercano di incriminare Assange per cospirazione
16 Dicembre 2010
di Redazione
I procuratori federali americani vogliono incriminare Julian Assange di cospirazione e cercano prove che possano dimostrare che abbia incoraggiato ed aiutato Bradley Manning a violare gli archivi segreti del governo. È quanto rivela il New York Times, sottolineando come i procuratori stiano passando al setaccio una serie di documenti con l’obiettivo di dimostrare che Assange sia stato l’istigatore e non il semplice fruitore della violazione del sistema protetto del governo per la quale il soldato semplice, analista dell’intelligence militare in Iraq, è in prigione dallo scorso giugno e rischia una pesante condanna.
In particolare, gli inquirenti si stanno concentrando sulle trascrizioni delle ‘online chat’ che Manning ha avuto con Adrian Lamo, un ex hacker che alla fine, preoccupato dalle dichiarazioni del soldato, ha avvisato l’Fbi. In quelle consersazioni online, Manning affermava di essere in contatto diretto con Assange, attraverso una linea Internet criptata, mentre stava scaricando i file governativi. Inoltre Manning ha sostenuto che Assange gli avrebbe fornito accesso ad un server dedicato per poter scaricare sul sito di Wikileaks parte del materiale sottratto.
