Zimbabwe. L’opposizione lotta per l’unità nazionale del Paese

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Zimbabwe. L’opposizione lotta per l’unità nazionale del Paese

01 Ottobre 2008

L’opposizione dello Zimbabwe sollecita l’intervento dell’ex Presidente sudafricano Thabo Mbeki e della Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe (Sadc) per sbloccare la situazione di stallo nei negoziati sulla formazione del governo di unità nazionale delle ultime settimane. Il portavoce del Movimento per il cambiamento democratico (Mdc), Nelson Chamisa, ha riferito oggi alla France presse di contatti avviati con la Sadc e Mbeki, perchè si tratta di "una questione urgente".

Ieri, il Presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe ha incontrato il leader dell’opposizione e futuro premier Morgan Tsvangirai, per discutere l’attribuzione dei ministeri del prossimo esecutivo di unità nazionale, ma senza arrivare a un’intesa. "Purtroppo, i nostri colleghi dello Zanu-PF (Unione nazionale africana dello Zimbabwe-Fronte patriottico, partito guidato da Mugabe) tengono la nazione in ostaggio", ha denunciato oggi Chamisa. L’Mdc accusa lo Zanu-PF di puntare a ministeri chiave, quali Difesa, Interno, Finanze e Sicurezza nazionale, violando l’accordo firmato il 15 settembre. L’intesa prevede che il governo sia composto di 15 ministri dello Zanu-PF, 13 dell’Mdc e tre della fazione dissidente dell’Mdc guidata da Arthur Mutambara, con Mugabe confermato nella carica di presidente, Tsvangirai nominato primo ministro e Mutambara vicepremier. Lunedì scorso, Mugabe ha dichiarato che la formazione del nuovo governo sarà completata entro la fine della settimana.

Per uscire dalla situazione di stallo, l’Mdc ha quindi sollecitato l’intervento della Sadc e delle Nazioni Unite. "Noi chiediamo alla Sadc e all’Onu, in qualità di garanti dell’accordo, di avviare i meccanismi necessari per far fronte alla crisi, in particolare di inviare il mediatore", ha detto oggi Chamisa. La Sadc ha affidato a Mbeki la mediazione della crisi dello Zimbabwe, confermando l’incarico anche all’indomani delle sue dimissioni dalla presidenza del Sudafrica, il 21 settembre scorso.

Il portavoce della Sadc, Mukoni Ratshitanga, ha dichiarato oggi che l’organizzazione regionale non è stata contattata sullo stallo negoziale nello Zimbabwe, ma ha poi aggiunto che Mbeki è "l’unico canale" per discutere la situazione. "Se dobbiamo discutere dello Zimbabwe, l’unico canale di comunicazione passa per il facilitatore, che è l’ex-presidente Thabo Mbeki", ha detto Mubita. L’ex Presidente non ha ancora fatto conoscere la sua posizione a riguardo e il suo portavoce, Mukoni Ratshitanga, ha fatto sapere di attendere "una dichiarazione formale" della Sadc sul ruolo di Mbeki. "Il presidente Mbeki parteciperà a qualsiasi processo che miri a far progredire il continente africano", ha poi aggiunto.

Thabo Mbeki è stato a lungo criticato dall’opposizione e dalla comunità internazionale per la sua "diplomazia discreta" verso Mugabe, in particolare per non aver mai preso pubblicamente posizione contro il suo governo a fronte delle ripetute accuse di violazioni dei diritti dell’uomo. Anche per questo, la firma dell’accordo del 15 settembre scorso è stata salutata come una delle più importanti vittorie diplomatiche di Mbeki, anche se l’intesa rimane al momento ancora sulla carta.