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5/ Summer School. Tempo di saluti e una dedica a Marco Biagi

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Anche quest’anno è andata. Ultimo giorno a Frascati, e si respira nell’aria. C’è più rilassatezza e l’entusiasmo non basta più a nascondere la stanchezza. Eppure anche l’ultima giornata della Summer School è stata all’altezza di questa edizione: due bellissime presentazioni con studiosi di fama internazionale come Woods e Salin e un dibattito “contro il ‘68” che è una dichiarazione di guerra preventiva rispetto alle celebrazioni per il quarantennale del prossimo anno. Vi prendono parte Roccella, Orsina, Pertici e Giorgia Meloni; modera Telese. I più critici? I liberali, che ritengono il ’68 abbia ingessato il sistema facendo fuori il liberalismo sia al livello delle istituzioni sia al livello della cultura politica. I nostalgici? Gli ex-missini. Parlano del ’68 come di un’occasione persa. E viene in mente che Alessandro Giuli – l’autore del pamphlet dedicato allo smarrimento culturale dei post-fascisti – non abbia poi tutti i torti.

A cena si è quasi allo sbraco, ma si resiste. L’epilogo è, come si dice, di lotta e di governo; anzi, meglio, di governo e di lotta. Perché gli studenti decidono di dedicare quest’edizione a Marco Biagi, con una bellissima motivazione che insiste sull’etica della responsabilità come virtù irrinunciabile per ogni autentico uomo di cultura. E poi, in suo nome, annunziano la loro mobilitazione per il 20 ottobre, affinché la legge che porta il nome del professore ammazzato non venga cancellata. Prima, però, c’è Gubbio da onorare, alla quale ieri Frascati ha ceduto il testimone. Alcuni partono già nella notte. Altri, tra i quali noi, li raggiungono al mattino svegliandosi alle sei. Buona notte Frascati, e se è vero che non c’è due senza tre l’anno prossimo sapremo fare ancora di meglio!

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