C’è Tex Willer nella top ten dei pistoleri
22 Giugno 2008
Claudio Taglieri, patitissimo del mitico ranger, sulle cui gesta, una decina di anni, fa ha pubblicato un bel libro (Non son degno di Tex, Marsilio), ora riedito in versione arricchita e aggiornata, ricorda che “38 avversari li uccide nel n.1, 33 nel n. 2, 36 (più uno censurato) nel n.3”. Commento: “Neanche la Ferrari balza così in fretta da zero a cento”.
Il celebre ranger, si sa, non è un sanguinario ma un tipo spiccio, niente “tacche sul calcio della pistola”, tanto più che, al solito, spiega: “I nemici non si contano mai, hombre”. Inoltre, Tex è in tutto e per tutto, un genere sopra le righe. Metà superuomo, metà marziano. Paglieri si diverte e ci fa sorridere, elencando, da buon ligure pignolo (anzi da genovese che lavora da sempre al principale quotidiano della Superba, Il Secolo XIX), gli infiniti record dell’eroe. Altro esempio: la culinaria. Dieta d’ordinanza: “Una bistecca alta tre dita, e una montagna di patatine fritte e croccanti”. Anche con le bevande non si scherza, visto che “a tavola si beve sempre e solo birra, a fiumi”. Sapido, articolato e impietoso, il commento di un dietologo, interrogato, per l’occasione, dall’autore: “Il signor Willer si nutre in modo schifoso, sia per quantità sia per qualità… Il fatto è che non consuma verdure, non mangia frutta fresca, ignora i benefici della dieta mediterranea e del pesce. Qualunque uomo moderno, sottoposto forzosamente a una dieta come quella del signor Willer, diverrebbe un rudere nel giro di pochi mesi. Sicuramente, Willer soffre di gotta causata da dall’eccesso di carne e selvaggina; di scorbuto a causa della mancanza di vitamina C; deve avere un colesterolo superiore a 400, perché le patatine fritte sono micidiali; il fegato è senz’altro ingrossato, potrebbe esserci anche una cirrosi in atto; è probabile che i fagioli gli provochino flatulenze, e il troppo caffè avvicina a rischio infarti”. Insomma, un rottame. Per lo specialista in questione, con un’attesa di vita di due o tre anni al massimo.
Ma l’ottimo Tex, sia chiaro, non è roba di questo mondo, in nulla e per nulla comparabile ai suoi simili. Così come si strafoga senza danni, può, con altrettanta disinvoltura, far a meno dei cosiddetti bassi istinti. E’ il caso del settore sesso e sentimenti. Nel settore è un puritano doc o addirittura un estraneo o un peggio un distratto. Niet donne, perciò zero pulsioni.
Tex il suo lato energetico lo sviluppa appieno solo nel contrasto con crimine e misfatti. Da buon “paladino dei deboli e degli oppressi” ha spesso pertanto da ridire sulla giustizia che non fa il suo dovere di “punire i colpevoli e aiutare gli innocenti”. All’implacabile Willer, osserva l’ottimo Paglieri, garbano punto neppure quei “garantismi che si sono dati gli uomini moderni”. Il suo West è segnatamente selvaggio e davvero primario. Una spazio sterminato e senza vere regole, ma “dove il bene è bianco, il male nero”. E dove, naturalmente, i grigi non sono previsti dal copione. Allora la giustizia sa farsi da sé, sbrigativa, non di rado extra legge.
