La stagione di D’Avanzo e quella dei clandestini
06 Febbraio 2009
“Trasformando il cattolicesimo italiano da religione delle persone a religione civile con forza di legge” Dice Ezio Mauro sulla Repubblica (6 febbraio) Bisognerebbe mettere nella Costituzione che l’unico clericalismo accettabile in Italia è quello di chi vuole trasformare le convizioni di Veronesi in religione civile con forza di legge
“Da ragazzina mi sarei vergognata ad assecondare certe fantasie, ora con il mio compagno è uno spasso” Dice Rosa H. alla Stampa (6 febbraio) No, non è una compagna ex Pci che parla della sua vita nel Pd, bensì una avvocatessa londinese quarantenne che è stata in un sexyshop
“E’ una stagione livida, odiosa, foriera di intolleranze e conflitti, perché esclude dall’ordine giuridico e politico dello Stato i diritti della nuda vita naturale di 800 mila residenti non-cittadini, migranti privi di permesso di soggiorno” Dice Giuseppe D’Avanzo sulla Repubblica (6 febbraio) Negati i diritti della nuda vita materiale ai clandestini? Vogliono impedire idratazione e nutrizione anche a loro?
“L’ipotesi di fermare le retribuzioni a 500 mila dollari è stata considerata un atto demagogico da parte di importanti manager di banche italiane, prima di tutto l’amministratore delegato di Unicredit” Dice Giorgio Cremaschi su Liberazione (6 febbraio) Se non si pagano tanto certi banchieri, come si fa a incentivare i loro insuccessi?
