Vaticano. Diffusa la lettera del Papa ai vescovi lefebvriani
12 Marzo 2009
di Redazione
E’ stata diffusa questa mattina la lettera del Papa ai vescovi cattolici sulla remissione della scomunica ai quattro presuli lefebvriani. Il testo è stato diffuso in sei lingue (italiano, tedesco, francese, inglese, spagnolo e portoghese) ed è accompagnato da una breve sintesi e da un commento di padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa.
Benedetto XVI ha deciso di scrivere una lettera per esporre apertamente il punto di vista della Santa Sede rispetto alla vicenda della revoca della scomunica agli ultratradizionalisti. Il papa ha voluto lanciare un messaggio di forte e definitiva chiarezza del Papa sulla questione dei lefebvriani.
La missiva del Pontefice è indirizzata a tutti i vescovi e contiene una ricostruzione precisa dei fatti, delle intenzioni, delle conseguenze non volute né immaginate. Innanzi tutto il Pontefice non si aspettava che la revoca della scomunica ai quattro vescovi lefebvriani avrebbe scatenato "all’interno e fuori della Chiesa Cattolica una discussione di tale veemenza quale da molto tempo non si era più sperimentata".
Il caso delle dichiarazioni antisemite del vescovo Williamson, scrive il Papa, si è indebitamente sovrapposto a un atto di discreta misericordia della Santa Sede, creando così una valanga di polemiche e apparendo erroneamente come una smentita della volontà – sempre riconfermata – di riconciliazione con gli ebrei.
Il presidente del Congresso Ebraico Mondiale (Wjc) ha espresso apprezzamento per l’iniziativa di papa Benedetto XVI, che ha inviato una lettera ai vercovi per chiarire la vicenda del prelato lefebvriano negazionista Richard Williamson. "Il papa ha trovato parole chiare e schiette sulla negazione dell’Olocausto da parte del vescovo Williamson e merita apprezzamento per aver ammesso che il Vaticano ha commesso errori nel gestire la faccenda", ha affermato Lauder, citato dal sito del Jerusalem Post.
"La lettera del papa contiene i requisiti essenziali per il dialogo interreligioso: onestà e desiderio di affrontare lealmente questioni difficili – ha proseguito il presidente dell’organizzazione con sede a New York – L’angoscia che ha dichiarato di aver provato dopo le frasi con cui Williamson ha negato l’Olocausto riflette la stessa sofferenza che hanno provato gli ebrei di tutto il mondo a causa della questione".
"Ricambiamo le parole (del Papa, ndr) di apprezzamento per gli sforzi degli ebrei per ristabilire il dialogo interreligioso e continueremo a lavorare con la Chiesa cattolica per rafforzare ulteriormente la comprensione e il rispetto reciproci", ha concluso Lauder.
"Il caso Williamson quindi può essere considerato concluso anche grazie alla disponibilità degli «amici ebrei nel comprendere la situazione". Lo ha affermato il portavoce del Vaticano, padre Federico Lombardi, nel commentare oggi la lettera del Papa ai vescovi del mondo.
