I sondaggi premiano il Governo. Sei italiani su dieci si fidano del Premier
26 Marzo 2009
Sei italiani su dieci si fidano del Premier. Silvio Berlusconi resta sui suoi valori massimi con il 60% e l’Esecutivo, anche se in flessione di 2 punti, è al 53%.
"Il governo fa spot e cerca di affrontare la crisi economica solo con la politica degli annunci" è l’accusa lanciata un giorno sì e l’altro anche dalle fila della sinistra, Italia dei Valori in primis. Per non parlare del segretario del Pd che da una parte prefigura apocalissi per colpa di Berlusconi e dall’altra studia le mosse per traghettare il suo partito fuori dalla crisi. L’indiscrezione sulle condizioni del Partito Democratico del resto è del Corriere della Sera, che ha raccontato come i vertici del Pd avrebbero incontrato, in due riunioni, sondaggisti e sociologi per cercare di capire che cosa non va nel Partito democratico e come affrontare la campagna elettorale di primavera.
Il Governo, invece, complici le continue iniezioni di fiducia del Premier, sembra vivere un periodo roseo nonostante la difficile congiuntura economica. I dati dell’Osservatorio Politico Crespi Ricerche relativi al mese di marzo e resi noti da Affaritaliani.it. fotografano un Esecutivo in salute. I ministri: Renato Brunetta svetta per il terzo mese consecutivo attestandosi al 56% davanti a Roberto Maroni (55%) e Ignazio La Russa (53%). Franco Frattini, Giulio Tremonti, Mariastella Gelmini, Angelino Alfano e Stefania Prestigiacomo formano una pattuglia che si attesta tra il 50 e il 52%.
Uno sguardo anche alle cariche istituzionali. Due punti in più per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che balza al 57% così come Gianfranco Fini, presidente della Camera che con il risultato di marzo raggiunge, all’indomani del congresso di Alleanza Nazionale, il punto più alto dalla sua elezione ad oggi. Flessione per il presidente del Senato, Renato Schifani, che si attesta al 45%.
I fatti (e in questo caso i consensi) parlano chiaro: nel giro di pochi giorni, insieme con la corsa al piano casa, l’Esecutivo ha teso la mano alle Pmi, tagliato il nastro dell’alta velocità con il Frecciarossa. L’ultimo atto di quella che è stata ribattezzata la “politica dei fatti” si è consumato stamani con l’inaugurazione del termovalorizzatore di Acerra. Non solo. Oggi si è anche fatto un altro passo in avanti per il decreto legge ‘incentivi’ (oltre agli incentivi per la rottamazione di auto e moto e i bonus fiscali per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, tra le novità ci sono un mini-fondo ai Comuni, il rifinanziamento del fondo di garanzia e incentivi per i decoder per il digitale terrestre). Ricucito lo strappo tra governo e Lega sulle risorse per i Comuni, oggi le Commissioni Finanze e Attività produttive della Camera hanno infatti concluso l’esame e il voto degli emendamenti e lunedì il provvedimento sbarcherà in Aula. Ma il voto partirà solo da mercoledì e quindi è verosimile il ricorso al voto di fiducia da parte del governo: il decreto deve infatti essere convertito entro il 12 aprile e dopo il sì della Camera dovrà essere esaminato, in una seconda lettura che si preannuncia blindatissima, dal Senato.
La crisi in atto ha già bruciato miliardi, mutato gli assetti della finanza internazionale e messo l’economia mondiale in ginocchio. Il passaggio del virus subprime dalle borse di mezzo mondo all’ economia reale è stato velocissimo: in un anno, da meramente finanziaria, la crisi ha assunto un altro peso.
Si sono bollate le scelte del Governo come demagogiche ma se l’Italia non è finita nel tritacarne è per l’azione mirata di questo Esecutivo.
