Santuario di padre Pio. Papa: “La scienza non sia disgiunta dalla fede”
21 Giugno 2009
di Redazione
Sono stati circa cinquantamila i pellegrini che hanno partecipato stamani alla messa celebrata da Benedetto XVI sul sagrato della chiesa di San Pio a San Giovanni Rotondo. La stima è degli organizzatori. Il popolo di Padre Pio è affluito nella cittadina-santuario del Gargano nonostante il tempo inclemente e i frequenti scrosci di pioggia delle ultime ore.
Nel santuario di padre Pio, papa Ratzinger ha esortato la Chiesa a non farsi travolgere dai rischi della secolarizzazione, dall’attivismo e dai servizi – pur necessari – ai pellegrini o ai malati, perdendo di vista così ciò che veramente conta, ovvero la fede. Di ciò ha parlato durante la messa celebrata davanti a decine di migliaia di persone davanti alla maestosa e moderna chiesa di San Pio.
"I rischi dell’attivismo e della secolarizzazione – ha detto il papa – sono sempre presenti; perciò la mia visita ha anche lo scopo di confermarvi nella fedeltà alla missione ereditata dal vostro amatissimo Padre (Pio)". "Molti di voi – ha proseguito – religiosi, religiose e laici, siete talmente presi dalle mille incombenze richieste dal servizio ai pellegrini, oppure ai malati nell’ospedale, da correre il rischio di trascurare la cosa veramente necessaria: ascoltare Cristo per compiere la volontà di Dio". "Quando vi accorgete che siete vicini a correre questo rischio, guardate a Padre Pio – ha esortato il papa -: al suo esempio, alle sue sofferenze; e invocate la sua intercessione, perché vi ottenga dal Signore la luce e la forza di cui avete bisogno per proseguire la sua stessa missione intrisa di amore per Dio e di carità fraterna".
Ratzinger ha anche ricordato come la vera lotta del santo Pio non fu contro nemici terreni, ma contro lo "spirito del male". Le più grandi minacce – ha proseguito nell’omelia – "erano gli assalti del diavolo, dai quali egli si difese con ‘l’armatura di Dio’, con lo ‘scudo della fede’ e la ‘spada dello spirito che è la parola di Dio’.
Nella preghiera dell’Angelus, recitata a San Giovanni Rotondo, Benedetto XVI ha anche detto che "accogliere i rifugiato è doveroso anche se talvolta può dimostrarsi difficile". Il Santopadre ha preso spunto dalla Giornata mondiale del rifugiato, promossa ieri dalle Nazioni Unite e ha chiesto di pregare "anche per la situazione difficile e talora drammatica dei rifugiati".
"Molte sono le persone che cercano rifugio in altri paesi fuggendo da situazioni di guerra, persecuzioni e calamità – ha aggiunto il pontefice – e la loro accoglienza pone non poche difficoltà, ma è tuttavia doverosa". "Voglia Iddio che, con l’impegno di tutti, si riesca il può possibile – ha auspicato il Pontefice – a rimuovere le cause di una fenomeno tanto triste". Al termine della messa, Benedetto XVI ha anche salutato con grande affetto tutti i pellegrini arrivati in occasione della sua visita al santuario di Padre Pio.
Il Papa ha poi conversato con i malati e il personale medico, paramedico e amministrativo, i dirigenti dell’ospedale e i familiari dei malati dell’Ospedale "Casa Sollievo" fondato da padre Pio. Ratzinger ha sottolineato come la sofferenza possa essere alleviata dagli uomini ma non eliminata perché deriva – ha ricordato – dal "potere del male" che "anche nel presente cresce in modo inarrestabile". "Chi può eliminare il potere del male – ha spiegato Ratzinger – è solo Dio".
"Ogni volta che si entra in un luogo di cura – ha osservato il papa – il pensiero va naturalmente al mistero della malattia e del dolore, alla speranza della guarigione ed al valore inestimabile della salute, di cui ci si rende conto spesso soltanto allorchè essa viene a mancare. Negli ospedali – ha proseguito – si tocca con mano la preziosità della nostra esistenza ma anche la nostra fragilità". Benedetto XVI ha elencato le domande inquietanti che pone la malattia "perché soffriamo? Può ritenersi positiva l’esperienza del dolore? Chi ci può liberare dalla sofferenza e dalla morte? Interrogativi esistenziali che – ha rimarcato – restano umanamente il più delle volte senza risposta, dato che soffrire costituisce un enigma imperscrutabile alla ragione". La sofferenza, secondo il Papa, fa parte "del mistero stesso della persona umana" e deriva – come lui stesso spiegava nell’enciclica Spe salvi – in parte dalla "finitezza" e dalla "massa di colpa che nel corso della storia si è accumulata ed anche nel presente cresce in modo inarrestabile".
"L’impegno della scienza nel curare il malato non deve mai disgiungersi da una filiale fiducia verso Dio, infinitamente tenero e misericordioso", ha affermato Benedetto XVI. "In questa mia visita a San Giovanni Rotondo – ha affermato il Pontefice – non poteva mancare una sosta nella Casa Sollievo della Sofferenza, ideata e voluta da san Pio da Pietrelcina quale ‘luogo di preghiera e di scienza dove il genere umano si ritrovi in Cristo Crocifisso come un solo gregge con un solo pastore’". "Proprio per questo volle affidarla – ha detto Ratzinger – al sostegno materiale e soprattutto spirituale dei Gruppi di Preghiera, che qui hanno il centro della loro missione al servizio della Chiesa. Padre Pio voleva che in questa attrezzata struttura sanitaria si potesse toccare con mano che l’impegno della scienza nel curare il malato non deve mai disgiungersi da una filiale fiducia verso Dio, infinitamente tenero e misericordioso".
